• Articolo Treviso, 14 novembre 2011
  • Un esempio di cohousing italiano: l'Ecoquartiere "Quattro Passi"

    “Quattro passi” nell’eco-quartiere

  • Un nuovo modello abitativo, un quartiere ad energia zero, progettato dagli abitanti, dove la mobilità sostenibile, le fonti rinnovabili e la partecipazione attiva, costruiranno il futuro villaggio.

Non sempre è necessario espatriare per ammirare la felice applicazione dei criteri della sostenibilità alle città. Anche in Italiainfatti, da alcuni anni si sta evolvendo il concetto di Green city, che nelle sue più svariate sfaccettature ha già dato vita ad eccellenti esempi concreti. Addentrandoci nel Bel Paese, superando il Trentino Alto Adige, dove già da tempo si sta attuando una politica ecologica integrata alle città (come il quartiere CasaNova di Bolzano), potremmo facilmente imbatterci in alcuni esempi virtuosi di Eco-Quartieri, è questo il caso dell’eco-quartiere “Quattro Passi” di Treviso, un nuovo villaggio, in fase di realizzazione (iniziato nel 2009), che diverrà presto uno dei primi e validissimi esempi di cohousing italiano.

Un nuovo modo di abitare. Così viene descritto il progetto dal team incaricato di sviluppare l’idea: lo studio di progettazione TamAssociati in collaborazione con alcune Associazioni e Cooperative locali e, soprattutto i futuri abitanti. Infatti il qurtiere sarà la sperimentazione concreta di co-housing, dove i futuri cittadini sono chiamati in prima persona ad intervenire e partecipare alla realizzazione del progetto. E’ evidente come il ruolo giocato dai futuri abitanti sia fondamentale per la corretta realizzazione del Quartiere Quattro Passi e per tradurre in fase operativa questo concetto, è stato elaborato un ricco calendario d’incontri tra abitati, promotori e tecnici, indispensabile ai professionisti per tradurre concretamente le esigenze dei cittadini, ma nello stesso tempo fondamentale, per iniziare un percorso di formazione alla sostenibilità per gli abitanti, dove il fruitore del quartiere non si limiterà ad abitarvi, ma lo vive e lo rispetta. Partendo da questo concetto il quartiere si trasforma in un elemento dinamico, gestito completamente dai cittadini.

La particolarità forse più interessante di questo esperimento, è l’inesistenza di limiti legati al territorio, tutte le aree dismesse potrebbero essere dei potenziali insediamenti di cohousing. La sostenibilità dell’intervento si lega anche a quest’aspetto, forse troppo spesso trascurato nelle nostre metropoli: il consumo del territorio senza regole, privilegiando i nuovi interventi piuttosto che una riqualificazione in chiave sostenibile dell’esistente. Così il quartiere Quattro passi diventa un’alternativa consapevole, un nuovo stile di vita, un’abitare attivo in un comunità sensibile ai temi della sostenibilità e del risparmio energetico. Tre i concetti chiave: la scala urbana rappresentata dall’eco-quartiere, la scala domestica rappresentata dall’eco-casa e la scala di vicinato rappresentata dal cohousing.

Cohousing

Coabitare, questa la traduzione italiana di questo concetto, nato negli anni 60 nei Paesi Scandinavi e fondato sull’idea della progettazione partecipata tra i cittadini ed i tecnici. Lo scopo del cohousing è la realizzazione di un quartiere con uno stile di vita nuovo che combina l’autonomia dell’abitazione privata con i vantaggi dei servizi delle risorse e degli spazi comuni. E’ un esempio concreto di “buona pratica” , molto diversa dal concetto di chiavi in mano delle tecnologiche abitazioni contemporanee, dove le costruzioni, più che essere espressione degli abitanti, sono espressione dello stile proprio del progettista/costruttore.

La prima fase di pianificazione del progetto è forse la fondamentale in tema di cohousing. I futuri cittadini attraverso incontri organizzati con i progettisti, i costruttori ed i tecnici, prendono parte attivamente alla definizione degli spazi della città, della pianificazione dei servizi, delle aree comuni, delle abitazioni, entrando a far parte di un meccanismo integrato che trasferisce la buona riuscita del progetto, direttamente ai residenti.

Eco-quartiere

Sostenibilità in 10 azioni: Co-housing, nuovo stile di vita, spazi verdi, salvaguardia del territorio, altezze delle abitazioni a misura d’uomo, mobilità sostenibile con trasposto pubblico, rete ciclabile e car-sharing, centralizzazione della produzione energetica, recupero e riuso delle acque piovane.

Completamente autosufficiente dal punto di vista energetico, l’Eco quartiere trevigiano, sarà dotato esclusivamente di costruzioni ecologiche, costruite con materiale naturale a basso impatto ed a km0. Per ridurre le dispersioni, la produzione energetica esclusivamente da fonti rinnovabili, verrà centralizzata, dimezzando in tal modo anche il numero degli impianti ed i consumi.

Trattandosi di un intervento a scala urbana anche il sistema della mobilità è stato adeguatamente tenuto in considerazione. Tutti gli spazi del futuro villaggio saranno serviti da piste ciclabili, percorsi pedonali, con l’obiettivo di limitare al massimo l’utilizzo del mezzo privato, generando una rete di trasporto pubblico elettrica ed un sistema di car-sharing. Uno degli obiettivi sarà la riduzione delle emissioni nocive, una componente indispensa

bile per aumentare la qualità della vita dei futuri abitanti. Gli spazi privati saranno affiancati ad una valida progettazione dei servizi pubblici e delle aree verdi, il futuro cuore pulsante del quartiere; componente ancor più sentita essendo un esempio di progettazione partecipata, dove gli stessi cittadini avranno modo di decidere accanto ai tecnici, cosa realizzare ed in che modo.

Eco-casa

Negli ultimi anni la componente tecnologica si è quasi completamente fusa all’idea di costruzione ecocompatibile, inevitabilmente legata alla certificazione energetica. Nel progetto per l’eco quartiere di Treviso, i progettisti TamAssociati, hanno fatto un ulteriore passo avanti, non sottovalutando l’importanza delle tecniche tradizionali. Così l’innovazione low tech saraà affiancata al recupero di uno stile costruttivo pronto a durare nel tempo e fatto su misura per i futuri abitanti: flessibilità degli spazi, modularità della costruzioni, contenimento dei costi di costruzione e di gestione, saranno le azioni alla base del processo, che culminerà nella realizzazione di casa autosufficienti dal punto di vista energetico.

La certificazione energetica avrà comunque un ruolo determinante nel futuro EcoQuartiere di Treviso, fondamentale per la riduzione delle emissioni di CO2 e per il contenimento dei consumi. Tutte le costruzioni saranno dotate di pannelli fotovoltaici, micro eolico, caldaie a biomassa, tetti giardino e recupero delle acque piovane e soprattutto, di una modularità e flessibilità nella costruzione, che lascerà ai fruitori finali, la possibilità di personalizzare gli spazi anche nel tempo.

I lavori per la realizzazione del quartiere proseguono attivamente e dopo le prime indagini conoscitive, si sta per passare alla fase operative della realizzazione dei primi insediamenti, che nel corso di pochi anni potrebbe dar vita ad un modello innovativo dell'”abitare” contemporaneo, dove la chiave di volta sarà la sostenibilità.