• Articolo Roma, 21 febbraio 2012
  • "Il progetto delle professioni per l'Italia": i professionisti per la fase due della riforma

    Quattro presidenti per lo sviluppo sostenibile dell’Italia

  • Lettera aperta dei 4 presidenti dei Consigli nazionali di Architetti, Ingegneri, Geologi, Agronomi Forestali per puntare a progetti di sviluppo innovativo e sostenibile dell’Italia.

(Rinnovabili.it) – Una lettera congiunta firmata dai presidenti dei Consigli nazionali degli Architetti, Geologi, Agronomi e Forestali, Ingegneri, rispettivamente Leopoldo Freyrie, Gian Vito Graziano, Andra Sisti, Armando Zambrano, per chieder l’avvio di una “fase due” della riforma delle professioni, in cui la sostenibilità dei progetti destinati al nostro Paese, possa essere al centro dei discorsi.

“Noi chiediamo una vera immediata “seconda fase” nella quale ci sia dia l’opportunità di discutere e attuare non riformette di meccanismi ordinamentali, ma veri e propri  progetti per lo sviluppo sostenibile del Paese, nelle quali le professioni possano ritrovare il ruolo che spetta loro non per diritto divino, ma perché servono all’Italia”.

Il “progetto delle professioni per l’Italia”, questo il titolo del documento, puntualizza l’importanza di soluzioni realizzabili e intelligenti che possano valorizzare in primo luogo le specificità del nostro territorio e la figura del professionista, mediando tra la tutela del bene pubblico e lo sviluppo economico, con minore burocrazia, e rigenerazione dei territori e delle città, valorizzando il paesaggio e l’agricoltura, l’innovazione tecnologica e la salvaguardia ambientale.

Forte contestazione anche sul fronte della “recessione culturale” così definita direttamente nella lettera, rilevata dai professionisti all’interno della riforma così come elaborata:

“Dalla Germania all’India al Brasile, le politiche economiche di chi cresce hanno messo al centro proprio i professionisti, chiedendo innovazione, idee, tecniche nuove adeguate alla sfida tecnologica e alla salvaguardia dell’ambiente. In Italia, invece, si ragiona di “tariffe” e “corporazioni”, di “valore legale del titolo di studio” in un clima di recessione culturale oltre che economica”.