• Articolo Amsterdam, 6 agosto 2015
  • Seasteding all’orizzonte: il primo Stato galleggiante sorgerà nel 2020

  • Piattaforme galleggiati ed economicamente indipendenti dove vivranno fino a 300 persone. Il primo progetto dell’Istituto Seasteding prende forma

Seasteding all'orizzonte: il primo Stato galleggiante sorgerà nel 2020

 

(Rinnovabili.it) – In dirittura d’arrivo i piani per la prima città-stato galleggiante al mondo. L’Istituto Seasteading, sta portando avanti questo sogno insieme a diversi investitori: realizzare in mezzo all’oceano una nuova nazione, indipendente da tutti i punti di vista e capace di sostenersi senza gravare sul Pianeta. Un ambiente di vita reale per sperimentare nuovi modelli di governo, così come preservare e migliorare il mondo in cui viviamo. Dall’anno della sua fondazione, l’istituto ha continuato a rincorre quella che molti definirebbero un’utopia irrealizzabile. Eppure, ora c’è finalmente una data: il 2020, anno entro cui potrebbe sorgere il primo progetto ufficiale di Seasteding creato dall’organizzazione, in rottura con i modelli tradizionali di civiltà occidentale.

 

L’idea originale aveva già conquistato nel 2008 Peter Thiel, co-fondatore del gruppo di PayPal, che aveva allora offerto il suo sostegno finanziario al progetto. Ma da allora oggi qualcosa è cambiato rispetto all’originale visione autarchica. Ora l’organizzazione sta lavorando affinché la su città-stato galleggiante sia collegata ad una nazione madre, al pari per certi versi di una regione autonoma. Perchè questo cambiamento? Si tratta di una scelta prettamente economica, spiega l’istituto, dal momento che “è difficile costruire uno spirito imprenditoriale in acque internazionali”.

 

Seasteding all'orizzonte: il primo Stato galleggiante sorgerà nel 2020

 

Il 1° giugno 2015, l’organizzazione ha completato la prima fase del progetto, con il rilascio del rapporto di fattibilità, che consisteva, in parte, nell’identificare potenziali clienti e stimare la quantità di lavoro. Secondo Thiel, ci vorrebbero almeno “50 miliardi di dollari” per realizzare un progetto così complesso. Durante questa prima fase di lavoro, il team ha anche scelto il modello della sua città stato. Sarà quello disegnato dalla DeltaSync, società olandese che ha immaginato una serie di piattaforme modulari, interconnesse fra loro e galleggianti su cui realizzare edifici (che ospitino almeno fino a 300 residenti), impianti di allevamento ittico, un parco commerciale, un istituto di ricerca, e una centrale energetica alimentata a energie rinnovabili per offrire alla città futura, sostenibilità ed autosufficienza.

2 Commenti

  1. ritamir
    Posted agosto 6, 2015 at 2:44 pm

    Bello! Mi piace molto. Galleggiare vuol dire sopravvivere, coi tempi (climatici) che corrono. Io ci andrei ad abitare (se avessi possibilità economiche), ma come la mettiamo con le tempeste? Ci avranno pensato sicuramente e ce lo spiegheranno a tempo debito.

  2. TheQ.
    Posted agosto 7, 2015 at 7:29 pm

    nazione in mezzo all’oceano….quindi leggi proprie….quindi paradiso fiscale.
    Ricordo molto il principato delle rose….una delle tante micronazioni.
    Così si spiega l’investimento di 50 miliardi che dal piunto di vista della sola edilizia sarebbe una follia.

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