• Articolo Roma, 16 dicembre 2011
  • Ricerca tecnologica e green economy i prossimi passi.

    Sicurezza edifici scolastici: 1 mld di euro per il Mezzogiorno

  • Fondi europei per il Sud Italia, per riqualificare le precarie strutture scolastiche, adeguandole in sicurezza, innovazione tecnologica ed efficienza. A breve online l’Anagrafe dell’edilizia scolastica.

(Rinnovabili.it) – Presentato ieri a Palazzo Chigi dal Ministro dell’istruzione Francesco Profumo, lo stanziamento da 1 miliardo di euro previsto dal Piano d’Azione per il Sud, per intervenire sul precario patrimonio dell’edilizia scolastica del Mezzogiorno. Le Regioni che beneficeranno dei 974 mln complessivi sono quelle inserite all’interno del cosiddetto Obiettivo Convergenza: Sicilia (359,1 mln), Campania (350 mln), Puglia (162,4 mln) e Calabria (102,8 mln). L’obiettivo principale sarà la messa in sicurezza delle strutture, partendo dai 1.620 edifici inseriti addirittura nella lista nera, come evidenziato nel recente rapporto di Legambiente “Ecosistema Scuola”, che sottolineava la scarsa qualità delle strutture scolastiche, realizzate per il 60% addirittura prima del 1974, costruite senza criteri antisismici (90%) ed in buona parte sprovviste di certificati di agibilità.

“Non abbiamo tempo, i nostri ragazzi non possono andare in luoghi di pericolo, questo tema avrà una priorità”, ha affermato Profumo, ricordando inoltre che a breve verrà pubblicato sul sito del Ministero la tanto attesa, Anagrafe dell’edilizia scolastica, che renderà immediatamente visibile lo stato di fatto delle costruzioni, con le successive fasi d’intervento per la riqualificazione. Il Ministro ha poi assicurato che il progetto verrà presto esteso anche alle regioni del nord, per assicurare un intervento capillare sul territorio.

Una parte del miliardo indirizzato al Sud, oltre agli interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica, verrà destinato alla ricerca, alla green economy ed alla tecnologia per la produzione energetica da fonti rinnovabili, affermando che “Oggi più che mai, è indispensabile una forte interazione tra le nuove tecnologie e il settore dell’energia e dell’ambiente. Quindi le linee prioritarie saranno la e-energy e e-environment e questo potrebbe essere il piano per i prossimi due anni”. Un Piano che potrà tramutarsi in realtà anche grazie agli investimenti Europei a favore di innovazione e ricerca, che complessivamente libereranno 80 mld di euro d’investimenti.