• Articolo Bruxelles, 21 settembre 2012
  • Accanto ai Governi, saranno chiamati in causa anche le Amministrazioni locali e regionali

    Siglato accordo tra UE e Cina per le città sostenibili

  • Nell’ambito del primo Forum che ha unito sindaci cinesi ed europei nell’ambito del Patto dei Sindaci, è stato firmato un accordo per promuovere lo sviluppo della sostenibilità urbana

I progetti di ricerca e sviluppo destinati a promuovere sviluppo e città sostenibili, hanno fatto oggi un importante passo avanti, grazie all’accordo firmato tra Cina ed Unione Europea al termine del primo  EU-China Mayors’ Forum, parte del Patto dei Sindaci e che ha riunito sotto lo stesso tetto sindaci cinesi e dell’UE, decisori locali, urbanisti, imprese e ONG, per condividere traguardi ed esperienze dedicate alla gestione dei processi di sviluppo  della città.

Pieno assenso per la sigla dell’Accordo è arrivato dal Presidente del Comitato delle Regioni, Ramón Luis Valcárcel Siso, che ha evidenziato quanto sia cruciale e determinate il momento storico attuale per la scelta delle future politiche urbane sostenibili che possano contrastare l’incredibile urbanizzazione raggiunta sino ad oggi, quando rispettivamente il 60 ed il 70% della popolazione Cinese ed europea vive nelle città. “Abbiamo bisogno di unire le forze” ha affermato Valcárcel, ricordando che sia Europa che Cina si trovano oggi a dover far fronte a problemi comuni come il cambiamento climatico, la crisi energetica o il consumo del suolo, problemi perciò risolvibili attraverso la giusta collaborazione. Il Forum è stato perciò il momento ideale per condividere esperienze, evidenziando le sfide globali da affrontare, e nello stesso tempo è stata l’occasione giusta per mettere in luce la necessità di affidarsi non più solo alle alte cariche governative, ma di includere nella discussione enti locali e regionali.

Durante il suo intervento di chiusura, Andris Piebalgs, Commissario Europea per lo Sviluppo, ha volutamente incoraggiato le autorità locali e regionali a muoversi a favore della riduzione delle emissioni nocive, come prefissato dagli obiettivi UE al 2020, ricordando che il raggiungimento di questi obiettivi porterebbe benefici a livello globale, non solo generando un beneficio economico, ma anche migliorando la qualità delle città dove varrebbe finalmente la pena di vivere.

un’attività economica sostenibile e