• Articolo Stoccolma, 12 luglio 2013
  • Si chiama "ERO Concrete Recycling Robot" vincitore dell'International Design 2013

    Demolizioni senza sprechi con “ERO” il robot ricicla cemento

  • L’idea è venuta ad uno studente svedese che ha creato il primo robot capace di “smontare” un edifico riciclando il cemento in maniera efficiente, facilitando lo smaltimento dei rifiuti edili.

smaltimento dei rifiuti edili(Rinnovabili.it) – Per rendere più sostenibile il processo di demolizione degli edifici, facilitando lo smaltimento dei rifiuti edili, uno studente universitario svedese ha inventato “ERO Concrete Recycling Robot” il robot capace di riciclare il cemento separandolo direttamente dagli altri componenti strutturali.

 

Solitamente i processi di demolizione in scala ridotta richiedo un processo piuttosto impegnativo e energivoro che richiede l’impiego congiunto di grandi macchinari per abbattere l’edificio e contemporaneamente una grande quantità d’acqua per contenere le nuvole di polvere, il trasporto degli scarti fino alle discariche per lo smaltimento dei rifiuti edili e un ulteriore processo di separazione dei vari materiali. Risultato: uno spreco di risorse, energia, acqua e forza lavoro non indifferente.

 

Con un unico passaggio, il ERO Concrete Recycling Robot smonta le strutture in calcestruzzo seguendo un processo efficiente, che separa da subito il cemento da altri materiali come i tondini di ferro, facilitando notevolmente lo smaltimento dei rifiuti edili.

 

Come funziona

ERo-robot ricicla cemento

L’idea è venuta ad Omer Haciomeroglu, studente della  Sweden’s Umeå Institute of Design che con ERO si è anche aggiudicato la medaglia d’Oro al 2013 International Design Excellence Award (IDEA) per la categoria studenti.

Grazie ad un forte getto d’acqua, ERO rompe la superficie del calcestruzzo e separa il cemento dai tondini di ferro, eliminando completamente eventuali polveri. Il materiale raccolto passa all’interno della macchina che divide l’acqua dal cemento, riciclando la prima ed impacchettando quest’ultimo all’interno di sacchi singoli, etichettati e poi spediti alle imprese di costruzioni per realizzare nuovi prefabbricati.