• Articolo Londra, 9 novembre 2011
  • La prima "IkeaCity" potrebbe sorgere vicino all'Olympic Park nel quartiere di Stradford

    Strand East, un villaggio sostenibile per “tutte le tasche”

  • La celebre azienda Svedese IKEA vorrebbe realizzare un eco-quartiere a Londra, completamente pedonale, autosufficiente nel profilo energetico e con edifici di qualità ma a prezzi accessibili.

(Rinnovabili.it) – Chi, anche solo per un istante, non si è mai immaginato a vivere all’interno del celebre negozio di mobili svedese? Così, dopo aver sfruttato il “fai da te” per assemblare un’intera camera da letto, dopo aver mangiato le famose polpette ed assaggiato il tipico salmone svedese, ora potremo anche vivere in un’autentica città made in Ikea. Accanto all’Olympic Park di Londra, nel quartiere di Stratford, sta per sorgere il primo quartiere eco-friendly interamente realizzato, progettato e finanziato dalla famosa azienda. 106mila metri quadri d’Ikea, 26 acri che presto daranno vita ad un vero e proprio Eco quartiere che comprenderà 1.200 abitazioni, un albergo, 480 mila metri quadri d’ufficio, negozi, ristoranti e, soprattutto, percorsi pedonali, raccolta automatizzata dei rifiuti ed una produzione energetica da fonti rinnovabili totale. Gli obiettivi sono nobili e considerando l’impegno fino ad oggi portato avanti dall’azienda svedese nel suo campo, lasciano ben sperare. La società Land Prop, i futuri finanziatori degli 11 miliardi di euro che verranno spesi per questo eco-villaggio, e lo studio di progettazione ARC-ML ideatore del piano, sono attualmente in attesa dell’approvazione del progetto da parte del Tamigi Gateway Development Corporation e che, nel caso passasse, sarebbe il progetto “green” più grande costruito nell’area dell’Olympic Park, secondo solo al centro commerciale di Westfield Stratford, innaugurato lo scorso mese.

Harald Muller, Business Development Manager di Inter Ikea, dalle pagine del quotidiano londinese Evening Standard ha affermato che il futuro quartiere Strand East, “sarà un vero villaggio sostenibile a misura d’uomo, l’antitesi dell’attuale villaggio olimpico per gli atleti, così densamente costruito da non lasciare spazio nemmeno ai pedoni”.

E’ ormai da diverso tempo che la società svedese investe a favore della sostenibilità e delle fonti rinnovabili, avendo già sviluppato diversi progetti di parchi fotovoltaici prevalentemente in territorio americano.

Ma ciò che colpisce del futuro eco-quartiere Strand East, è l’accurata pianificazione delle numerose infrastrutture che concorrono alla realizzazione di un’alta qualità della vita. La scintilla iniziale immagina il futuro villaggio come una “mini Venezia”, sviluppando l’agglomerato urbano lungo le sponde di diversi canali, che fungeranno da vere arterie di collegamento e comunicazione con taxi-barche e mezzi pubblici acquatici. Niente automobili private, che dovranno essere lasciate in appositi parcheggi sotterranei dislocati ai confini della futura area pedonale; gli unici mezzi ammessi nell’eco-villaggio saranno i mezzi di emergenza, ed i veicoli commerciali, riducendo comunque al minimo il loro utilizzo. Secondo le fonti Ikea, la produzione energetica dovrebbe avvenire mediante una centrale idroelettrica collocata lungo il canale, integrandola con sistemi fotovoltaici disposti sulle coperture, mentre la raccolta dei rifiuti potrebbe avvenire tramite una serie di tunnel sotterranei posizionati direttamente all’interno delle abitazioni: “un luogo a misura di famiglia – dichiara Harald Muller – che contribuirà alla rigenerazione di Strandford e dell’immagine di Londra stessa”.

Anche le abitazioni saranno realizzate con principi della bio-architettura, ispirandosi alla tradizione svedese, privilegiando il legno e limitando l’altezza al quarto piano, per rendere il quartiere maggiormente vivibile. I criteri con i quali verranno reinvestiti i profitti dell’azienda, sono gli stessi adottati per la catena commerciale: case di qualità (media) ad un prezzo accessibile. L’idea progettuale è nata proprio dalla possibilità di dare respiro al mercato degli immobili londinesi, quasi sempre troppo alti per la maggior parte delle famiglie. Le potenzialità sono buone, anche se ovviamente i prezzi delle future abitazioni non sono ancora stati resi noti.