• Articolo Abu Dhabi, 25 giugno 2012
  • Il progetto è già stato insignito del riconoscimento Five Pearl Rating per il Vision 2030 Development Plan

    Studente universitario progetta la prima moschea “green”

  • Costruita sostituendo vetro e acciaio con il corian, dotata di tetto giardino, fotovoltaico e recupero delle acque, la moschea ecofriendly potrebbe sorgere entro pochi anni ad Abu Dhabi

(Rinnovabili.it) – La prima moschea ecosostenibile e costruita secondo i principi della bioarchitettura potrebbe sorgere entro pochi anni a Saadiyat Islandnel, Abu Dahabi. A concepire l’idea vincente approvata anche dal General Authority of Islamic Affairs and Endowments in Abu Dhabi, che ha immediatamente inserito il progetto all’interno del “Vision 2030 Development Plan”, il piano di sviluppo sostenibile e di potenziamento dell’efficienza energetica della città, non è stato un archistar internazionale, ma uno studente della ALHOSN University, Suhail Mohammen.

Composta da uno spazio per la preghiera, un minareto ed una colonna o un particolare simbolo che indichi la direzione della Mecca, la moschea progettata dallo studente universitario sarà dotata inoltre di un tetto giardino, per ridurre il guadagno solare intenso dovuto alla zona desertica in cui si trova la città di Abu Dhabi, di uno spazio esterno coperto con tessuto per favorire maggiore ombreggiamento ed innescare una reazione di moti termoconvettivi, ma la particolarità della nuova struttura sarà costituita dall’innovativo materiale che verrà utilizzato per il rivestimento dell’involucro esterno, il corian. Prodotto ed utilizzato dalla DuPont e molto più ecologico del vetro o dell’acciaio, questo materiale è uno speciale polimero che consente di ottimizzare la luce naturale, rendendo semitrasparenti gli spazi, limitando però il passaggio di calore ed il guadagno solare tipico invece delle superfici vetrate, abbattendo in questo modo la necessità energetica per la climatizzazione.

I pannelli fotovoltaici sul tetto garantiranno l’energia necessaria a coprire i consumi elettrici per il raffrescamento e per l’illuminazione, mentre l’acqua utilizzata per le abluzioni durante i momenti di preghiera verrà recuperata per irrigare i giardini esterni ed alimentare le fontane.

Il progetto ora in fase di studio preliminare è già stato premiato con il riconoscimento Five Pearl Rating nell’ambito del progetto “Estidama”, creato dalle autorità di Abu Dhabi per promuovere le iniziative di efficienza energetica.