• Articolo Berkeley, 4 luglio 2018
  • La “super finestra” a triplo vetro vuole tener testa alle pareti

  • Il Berkeley Lab sta collaborando con i principali produttori di finestre statunitensi per portare sul mercato la sua innovativa “super window”

super finestra

 

 

La super finestra con gas kripton che parla americano

(Rinnovabili-it) – La scelta degli infissi è parte fondamentale delle misure d’efficientamento energetico in edilizia. Tra i principali elementi di dispersione termica, le finestre sono da anni al centro di una’evoluzione tecnologica che ne ha aumentato le proprietà isolanti e che, in alcuni casi, ha regalato prestazioni aggiuntive (leggi anche Smart windows: cinque vetrate 3.0).

L’ultimo progresso in tal senso arriva dal Lawrence Berkeley National Laboratory, negli USA. Qui un team di scienziati sta collaborando con l’industria degli infissi per portare sul mercato la loro “Super Window”, ossia una “super finestra” a tripli vetri. “Il nostro approccio consiste nell’attaccare la questione da due lati”, sottolinea lo scienziato del Berkeley Lab, Steve Selkowitz, uno degli inventori del concept. “Stiamo collaborando con i produttori per assisterli nella sfida tecnologica mentre lavoriamo con Energy Star (il programma governativo che promuove l’efficienza energetica), società di supply chain e utility, che possono offrire sconti e incentivi per l’acquisto dei consumatori”. 

 

Circa il 90% delle finestre vendute negli Stati Uniti, sono modelli a doppio vetri, con rivestimenti a bassa emissività (low-e), separati da gas argon. Questi rivestimenti riflettono le radiazioni infrarosse a onde lunghe, percepite come calore, consentendo al contempo la luce visibile di entrare nell’edificio. La super window si basa su questo modello inserendo un terzo vetro ultrasottile (0,7 mm) tra le due lastre esistenti, aggiungendo un secondo rivestimento a bassa emissione e sostituendo l’argon con il kripton.

 

La super finestra ha praticamente la stessa larghezza e quasi lo stesso peso di quelle a doppi vetri esistenti oggi sul mercato. Ciò significa che i produttori non dovranno riprogettare i telai. Ma ovviamente la caratteristica è più interessante riguarda la capacità d’isolamento, valutato in questo caso attraverso la resistenza alla conduzione di calore o resistenza termica R.Un singolo strato di vetro ha un valore di R1; i doppi vetri sono R2, e quelli doppi con strati a bassa emissività R4″, spiega il ricercatore Charlie Curcija“Il nostro sottile triplo vetro va da R8 a R10”.  Il sogno del team è quello di riuscire un giorno a realizzare un prodotto che tenga testa alle pareti coibentate.

 

Ma oggi l’obiettivo principale del progetto è quello di ottenere una soluzione che faccia risparmiare sui costi del riscaldamento invernale, ma il rivestimento low-e può essere regolato per renderlo più utile ai fini del raffreddamento estivo. “Per i climi nordici si desidera che lo strato sia il più trasparente possibile”, ha aggiunto il collega Robert Hart. “Per la stessa finestra a Phoenix, abbiamo invece bisogno di un rivestimento spettralmente selettivo”.

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