• Articolo Roma, 21 settembre 2018
  • Così i tetti verdi riducono i pericoli delle bombe d’acqua

  • La ricerca Enea mette in luce le due principali funzioni “invernali” delle coperture vegetali: assorbono fino al 50% di acqua piovana e ne regolano il deflusso nel sistema idrico cittadino

Così i tetti verdi riducono i pericoli delle bombe d’acqua

 

I tetti verdi offrono un valido strumento di resilienza urbana

(Rinnovabili.it) – I tetti verdi rappresentano uno dei più interessanti interventi di riqualificazione energetica per ridurre il calore estivo. Ma i benefici delle coperture vegetali non si limitano ai mesi caldi. Queste soluzioni architettoniche possono rivelarsi estremamente utili anche d’inverno e non solo per l’abitazione in sé. Come spiegano gli esperti del Centro Ricerche ENEA Casaccia, i tetti verdi oltre a migliorare l’isolamento termico degli ultimi piani delle abitazioni, possono contribuire “a ridurre la pericolosità di eventi meteorologici estremi, come forti acquazzoni e piogge torrenziali”. Nel dettaglio le coperture vegetali hanno dato prova di riuscire ad assorbire fino al 50 per cento di acqua piovana, regolandone il deflusso nel sistema idrico urbano. I dati vengono direttamente dallo studio del cappotto verde realizzato dall’Enea sulla Scuola delle Energie del Centro Ricerche (leggi anche Un cappotto verde per tagliare la bolletta e aumentare il comfort).

 

Si tratta di un sistema sperimentale tetto-parete che sfrutta una struttura autoportante posizionata a 50 cm dalla facciata dell’edifico e accoglie piante resistenti sia all’aridità del suolo che al freddo. In particolare il green roof è una sorta di sandwich a strati multipli, con in superficie uno spessore di terreno di soli 20 cm. In questo fazzoletto di suolo sono state piantate varie specie di Sedum ed erbe perenni, come l’Echium. “Questa copertura vegetale di tipo estensivo non supera i 100 chili di peso per metro quadro, ma quando viene irrigata, o in caso di pioggia, può arrivare a pesare fino a 6 volte tanto perché, al pari di una spugna, trattiene l’acqua anche per 2-4 ore prima di farla defluire lungo i discendenti dell’edificio”, spiega Carlo Alberto Campiotti del Dipartimento Unità Efficienza Energetica dell’ENEA. “E questo è uno dei motivi per cui, nella fase di progettazione di un tetto verde, è fondamentale che un tecnico effettui anche il calcolo statico dell’edificio”.

 

tetti verdi

(immagine di Enea)

 

Nel suo insieme il cappotto ma tetto parete potrebbe ridurre fino al 10 per cento l’energia necessaria al riscaldamento invernale e del 15 per cento quella per il raffrescamento. “I tetti verdi risultano particolarmente efficaci nel periodo estivo”, prosegue Campiotti, “[…] riescono ad abbattere la temperatura del lastrico solare anche di 25 gradi centigradi, con una forte riduzione del flusso di calore verso l’interno dell’abitazione. Ma d’inverno sono altrettanto utili”. Un’utilità che scavalca i confini fisici dell’edificio. È stato dimostrato, infatti, che queste soluzioni riducono l’impatto degli eventi meteo estremi. Come? Riducendo in maniera consistente l’effetto isola di calore, fenomeno che determina un microclima più caldo all’interno delle aree urbane cittadine, e gli effetti delle ‘bombe d’acqua’ e delle piogge torrenziali “che si abbattono sempre più spesso sulle città a causa del cambiamento climatico ormai in atto nell’area mediterranea”.

 

>>Leggi anche Città europee verso il punto di rottura per gli eventi estremi<<

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