• Articolo Torino, 30 giugno 2011
  • Il capoluogo piemontese punta all’efficienza

    Torino si candida per diventare Smart City

  • L’iniziativa lanciata dalla Commissione Europea nell’ambito del “Piano strategico per le tecnologie energetiche” con l’obiettivo di sostenere le città più ambiziose

Il vicesindaco Tom Dealessandri e l’assessore all’Ambiente Roberto Tricarico hanno presentato pubblicamente “Torino Smart City”. 
L’iniziativa “Smart Cities – Città intelligenti” è stata lanciata dalla Commissione europea nell’ambito del “Piano strategico per le tecnologie energetiche” con l’obiettivo di sostenere economicamente le città con maggiori ambizioni pionieristiche che intendano incrementare l’efficienza energetica dei propri edifici, delle reti energetiche e dei sistemi di trasporto in modo da ridurre, entro il 2020, del 40% le proprie emissioni di gas serra.

Tale obiettivo coincide con il target di riduzione previsto dal Piano d’Azione per l’Energia sostenibile della Città (TAPE – Turin Action Plan for Energy), strumento di cui Torino si è dotata dopo aver sottoscritto il Patto dei Sindaci. Ed è proprio questo che dà la possibilità a Torino di candidarsi come Smart City e di accettare la sfida di diventare “Città intelligente”. 

Introducendo la conferenza di presentazione, l’assessore Tricarico ha dichiarato che sono tre i pilastri che rendono “solida” la candidatura della città: 
”1. Il sistema città, che vogliamoallargare all’area metropolitana. Dentro questo sistema c’è il patto con le migliori energie espresse dalle Istituzioni cittadine; 
2. una forte partnership internazionale, che già comprende Lione e presto si estenderà a Monaco;
3. un’acquisita partnership industriale con le più importanti aziende nel nostro territorio, locale e nazionale”.

”La città di Torino – ha continuato Tricarico – intende lavorare su due filoni: quello della riconversione energetica e quello della mobilità sostenibile”. 
Per quel che riguarda l’efficienza energetica, secondo un calcolo del Politecnico, il sistema energetico cittadino costa in tutto circa 1 miliardo e 600 milioni di euro. Le azioni previste dal Piano d’Azione prevedono di portare, da qui al 2020, ad un risparmio annuo di circa 350 milioni, con un beneficio diretto nelle tasche dei cittadini e dell’ambiente. 

Per la transizione a un’economia a base emissioni di carbonio, sarà necessaria una sinergia tra pubblico e privato, che coinvolgerà molte imprese e istituzioni del territorio. Ad oggi hanno dichiarato di appoggiare la candidatura di Torino i seguenti soggetti: Regione Piemonte e Provincia di Torino, Università degli Studi e Politecnico di Torino, Environment Park, Iren, FIAT, Siemens, Camera di Commercio, Unione Industriale di Torino, San Paolo, Telecom. Questi attori, ciascuno con le proprie competenze e risorse, avranno un ruolo essenziale per raggiungere gli obiettivi posti dal Comune. Torino diventerà insomma laboratorio di sperimentazione nel campo delle tecnologie pulite ed efficienti. 

A margine della conferenza, Eco dalle Città ha domandato a Tricarico che cosa intende fare il Comune per gestire l’emergenza smog nell’ultimo mese prima delle elezioni comunali.
”In un mese è difficile realizzare misure strutturali. Io penso che quello che lanciamo oggi è un programma strutturale perché la bolletta energetica della Città di Torino vale 1 miliardo e 600 milioni di euro, tutto compreso. E’ evidente che con queste iniziative noi presentiamo delle azioni, ben 51, che possono ridurre di 350 milioni di euro questa bolletta, ed è evidente che con maggiori piste ciclabili si consuma meno petrolio, con maggiori pedonalizzazioni si limita fisicamente la circolazione delle auto, con la riconversione energetica degli edifici, con la riconversione industriale dell’auto. Queste sono le misure strutturali”. 

Assessore, qual è la sua opinione in merito al provvedimento adottato a Saronno, città che ha esteso il limite dei 30 all’ora su tutto il territorio comunale?
”Torino non è Saronno. Anche nel mio comune pugliese, Ischitella, si va a bassa velocità. Ma qui siamo la città di Torino. Credo che sia importante, invece, concentrarsi affinché in futuro nelle città possano circolare solo veicoli elettrici o a basso impatto ambientale, con motori ibridi, ma questo richiede investimenti sulla ricerca ed è proprio quello che intendiamo fare qui oggi. Io penso che bisogna rendere tutta la città Smart, tutta la città deve essere intelligente, non solo quartieri con le Zone 30, ma tutto il sistema della città deve essere sostenibile”.

Siemens: “Pronti a collaborare per Torino Smart City”
“Siamo pronti a lavorare con Torino per partecipare alla sfida europea della candidatura a Smart City”, così Federico Golla, amministratore delegato di Siemens Italia, intervenuto alla presentazione del progetto Torino Smart City. “Siemens è pronta a essere partner della piattaforma progettuale, per offrire il proprio contributo nell’intraprendere le azioni necessarie a rendere Torino ‘città intelligente’, riducendo le emissioni di CO2, promuovendo una mobilità efficiente, migliorando la sostenibilità ambientale della città e la qualità di vita dei suoi abitanti”.