• Articolo Pechino, 8 settembre 2011
  • Nuove applicazioni edilizie per i “Phase Change Materials”

    Una casa per tutte le stagioni

  • Un nuovo materiale in grado di trattenere e rilasciare calore in base alle esigenze specifiche di temperatura: farà la differenza nei costi del riscaldamento e raffreddamento degli edifici

(Rinnovabili.it) – I ricercatori dell’Università di Nottingham Ningbo, in Cina, sono convinti che la loro invenzione possa davvero offrire un notevole risparmio sulla bolletta energetica delle famiglie. Una convinzione che nasce dal nuovo “Phase Change Materials” (PCM) ovvero materiale a cambiamento di fase in grado di fornire inerzia termica artificiale programmabile.
In altre parole i PCM funzionano come accumulatori di calore latente: in presenza di un incremento della temperatura passano dallo stato solido a quello liquido, assorbendo energia termica, che cedono nuovamente quando la temperatura torna a diminuire, tornado a loro volta allo stato solido.

In realtà materiali del genere non sono una novità, ma a differenza dei prodotti messi a punto fino ad oggi, assicurano dall’ateneo, l’invenzione cinese mostra una rapida capacità di risposta di fronte ai cambi di temperatura e ridotti costi di produzione. Il materiale, ancora in fase prototipale, si presenta come una tavoletta circolare con la stessa circonferenza di una grossa moneta ma si presta ad una varietà di forme e dimensioni finali, al punto da poter essere realizzato anche come film spray da applicare sulla carta da parati. “Il settore delle costruzioni produce emissioni di carbonio più di qualsiasi altra industria in tutto il mondo, anche più dell’aviazione. In Cina, l’edilizia è uno dei settori a più alto consumo energetico, pari a circa il 30 per cento dell’energia totale utilizzata”, ha commentato il professore Jo Darkwa, uno degli autori della scoperta. “Questo materiale, se diffusamente utilizzato, potrebbe avere un impatto decisivo negli sforzi mondiali per ridurre le emissioni di carbonio”. Il materiale potrebbe far risparmiare fino al 35 per cento di energia in un edificio e gli scienziati ritengono che possa essere integrato anche nei pannelli solari e nei LED per migliorarne l’efficienza.