• Articolo Datong, 3 maggio 2012
  • Il progetto del team Foster + Partners verrà terminato entro il 2013

    Una piramide d’acciaio per il museo cinese di Foster

  • Posata la prima pietra della Grand Gallery del Datong Art Museum, il futuristico green museum ad alte prestazioni, che grazie al rivestimento in acciaio resisterà all’azione del tempo.

(Rinnovabili.it) – E’ iniziata la costruzione del Datong Art Museum, il nuovo progetto della Foster & Partners dedicato all’arte del 21°, destinato fin da ora a rappresentare la Cina per i prossimi anni. Si tratta di uno dei quattro edifici che daranno un nuovo volto alla piazza centrale della Datong New City, ridisegnando una vasta porzione urbana. L’edificio progettato dal team britannico è la Grand Gallery, una struttura di 32.000 mq complessivi “affondati” nel terreno, della quale emerge in superficie solo la futuristica copertura. In realtà è proprio questo elemento a caratterizzare l’intera costruzione, trasformando l’architettura stessa in un pezzo da museo, ricco non solo a livello estetico, ma anche tecnologicamente avanzato e con alte prestazioni energetiche.

Alta quasi 37 metri, esternamente la Galleria è composta da quattro piramidi spezzate che si compenetrano, a formare una figura tutt’altro che casuale. Ma l’aspetto più innovativo ed interessante è sicuramente rappresentato dal materiale di rivestimento della copertura: lastre di acciaio corten dalle tonalità color terra in grado di resistere a qualsiasi condizione atmosferica, senza mutare la propria efficienza e senza subire i naturali deterioramente che  solitamente caratterizzano le coperture.

Accanto alle qualità estetiche, la copertura rappresenta un elemento fondamentale quale garanzia delle prestazioni dell’edificio grazie al design passivo dell’involucro, indispensabile per rispondere al clima della città cinese. Grazie all’orientamento della struttura caratterizzata sul lato nord dai lineari lucernari che collegano le 4 coperture piramidali, la Grand Gallery ottiene le massime prestazioni di illuminazione naturale, minimizzando il guadagno solare, uno dei problemi più pericolosi per le opere d’arte esposte al suo interno. La disposizione della struttura lungo l’asse nord-ovest sud-est facilita allo stesso tempo un ricambio d’aria naturale, automaticamente generato dai moti convettivi tra aria calda e aria fredda, che dimezzano il dannoso problema della climatizzazione artificiale.

Dato che la copertura rappresenta quali il 70% dell’intero edificio, l’isolamento è raddoppiato rispetto a quanto richiesto dalla normativa, trasformando il museo in un’opera d’arte ad alta efficienza.

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