• Articolo Abu Dhabi, 2 luglio 2012
  • Il progetto per l'Abu Dhabi Investment Council Headquarters del team Aedas-Arup

    Vicine al completamento le “facciate pensanti” di Aedas

  • Prosegue l’installazione dei 1000 componenti che rivestiranno le facciate delle due torri di Abu Dhabi Al Behar, in grado di “aprirsi e chiudersi” a seconda dell’inclinazione e della potenza dei raggi solari.

Come gestire il problema della climatizzazione degli edifici in un contesto geografico dove la temperatura esterna raggiunge anche i 50°C? La risposta arriva dal passato, dai sistemi costruttivi tramandati dalla tradizione.

E’ questo il caso del progetto per le due torri Al Behar in costruzione all’interno dell’Abu Dhabi Investment Council Headquarters, progettate dal famoso team Aedas Architects con la collaborazione di Arup, che hanno saputo reinterpretare il tradizionale concetto della facciata medio orientale, denominata “mashrabiya” per il particolare disegno che la contraddistingue, realizzando due edifici di 145 metri assolutamente innovativi.

Come da tradizione la geometria che disegna l’esterno delle facciate islamiche consente di mantenere sotto controllo il guadagno solare esterno, favorendo l’ombreggiamento senza penalizzare la circolazione dell’aria. Seguendo questo principio i progettisti della Aedas hanno realizzato due torre di 145 metri composte da una doppia pelle esterna che riveste l’edificio in corrispondenza delle facciate più esposte, costituita da 1.000 differenti elementi paragonabili a dei brise-soleil, capaci di aprirsi e chiudersi in completa autonomia, a seconda delle esigenze climatiche interne. Associando questo particolare costruttivo ad un apposito software, i progettisti sono stati in grado di rendere la struttura completamente autonoma nella gestione della mashrabiya dell’involucro esterno, permettendo agli elementi di aprirsi e chiudersi a seconda dell’inclinazione e della potenza dei raggi solari, modellando una “facciata pensante” a seconda delle esigenze, seguendo lo stesso principio che governa l’edificio parigino progettato da Jean Nouvelle de l’Istitut du Monde Arabe.

Grazie a questo escamotage i consumi energetici dell’edificio dovuti alla climatizzazione sono significativamente ridotti, un fattore di fondamentale importanza in un contesto climatico come quello degli Emirati Arabi. I pannelli fotovoltaici disposti in copertura e lungo la facciata sud, assicurano la copertura energetica necessaria per alimentare l’intero sistema, inoltre il tetto giardino permette di ridurre l’effetto isola di calore circostante