• Articolo San Francisco, 19 novembre 2012
  • La costruzione dell'edificio di David Baker è stata documentata in tempo reale online

    ZeroCottage: l’edificio pluricertificato di San Francisco

  • Già LEED Platinum e con 203 GreenPoints, “ZeroCottage” entro l’anno riceverà anche la certificazione Passivhaus e Net-Zero Energy, diventando l’edificio più green della città

 

(Rinnovabili.it) – Per progettare un edificio dal cuore green e dalle alte prestazioni non sono sempre necessari astronomici finanziamenti privati o grandi firme architettoniche. A dimostrarlo è il progettista David Baker che due anni fa decise di intraprendere la realizzazione, in prima persona, un edificio completamente Net Zero Energy in San Francisco, documentando la sua costruzione passo per passo tramite il suo blog online.

La possibilità di seguire direttamente online i progressi dell’edificio soprannominato “Zero Cottage“, ha aperto la strada ad un tipo di sperimentazione nuova per la città di San Francisco, portando alla luce e senza nascondere nulla, pregi, difetti, difficoltà e successi della costruzione di un edificio “Green”. L’intero procedimento costruttivo è stato monitorato in tempo reale per arrivare ad ottenere entro la fine dell’anno quattro differenti certificazioni energetiche, diventando il primo edificio di San Francisco ad aver raggiunto un simile traguardo.

Già LEED Platinum e con, ZeroCottage in pochi mesi sarà anche degno della certificazione PassivHaus e della Net-Zero Energy Certification, assegnata dopo un intero anno di monitoraggio della struttura.

Tutto l’edificio è realizzato con materiali di recupero, come la facciata in lastre metalliche o il pavimento in legno, recuperato dalla demolizioni di un edificio ad Oakland (USA) e trattato con prodotti naturali “VOC Free” (ovvero anti composti organici volatili), puntando sempre alla massima efficienza energetica per ridurre gli sprechi ed isolare l’edificio sia nei periodi caldi che nei mesi freddi.

I pannelli fotovoltaico da 3 kW collocati sulla copertura a verde pensile, personalizzata da una serie di originali vasi ottenuti dal recupero di vecchi copertoni di pneumatici, forniscono all’edificio più dell’energia necessaria. La modularità della facciata, personalizzata da queste lastre quadrate in vario materiale metallico, permette inoltre l’inserimento di un originale sistam per il recupero dell’acqua piovana, realizzato da speciali vasi parallelepipedi che sporgon rispetto all’involucro esterno, rispetto al profilo esterno catturando l’acqua piovana e convogliandola nei bacini di raccolta sotterranei.

La costruzione è quasi giunta al termine, dopo di che l’edificio si trasformerà nel quartier generale dello studio di progettazione di Baker, confermando le potenzialità di un edificio progettato con criteri sostenibili, attento all’ambiente ed efficiente nel risparmiare energia ed economia.