• Articolo New York, 22 dicembre 2011
  • Il 12 gennaio, la Green Task Force, illustrerà il progetto Zone Green direttamente ai cittadini.

    Zone Green NYC: dove la burocrazia ha un’anima verde

  • Un pacchetto di modifiche alle leggi edilizie di New York City, per favorire l’efficienza energetica degli edifici e liberarsi dalla morsa burocratica delle Zoonizzazioni.


Come del resto accade in tutto il mondo, a New York i principali responsabili delle emissioni di CO2 nell’atmosfera sono gli edifici, raggiungendo la spiacevole percentuale del 75% del totale. Quattro anni fa la Municipalità della Grande Mela, decise di interrompere il susseguirsi di scelte sbagliate che nel corso degli anni hanno portato New York e il resto del Pianeta ad una situazione di collasso, promuovendo il PlaNYC, un piano complesso e ben articolato che punta a ridurre le emissioni annue della metropoli di 4,5 tonnelate entro il 2030.

Per intervenire sull’inefficienza del comparto edilizio, lo stesso sindaco Bloomberg nel 2009 emanò il Greener, Greater Buildings Plan, uno dei programmi legislativi più completi dal punto di vista energetico, purtroppo però, la complessa zoonizzazione urbanistica alla base della pianificazione cittadina (risalente al 1961), influiva negativamente sull’applicazione effettiva dell’importante programma legislativo.

Così nel febbraio 2010, sempre su richiesta del Sindaco venne creata la Green Codes Task Force, un team di professionisti leader del settore dell’efficienza energetica, dell’ingegneria e dell’architettura, con l’obiettivo di redigere un elenco di suggerimenti per intervenire positivamente in questa situazione di stallo.

Finalmente il 12 dicembre di quest’anno si è passati dalle parole ai fatti con l’emanazione della “Zone Green”, un di un pacchetto di modifiche da applicare alla normativa della città, per rimuovere alcuni dei vecchi requisiti di zoonizzazione, che ostacolano e bloccano le iniziative comunitarie o dei singoli proprietari, comprese le riqualificazione energetica come l’installazione di lucernari, tetti verdi, pannelli solari e serre. Secondo le stime dei funzionari incaricati, questo permetterebbe un risparmio per cittadini, imprese, proprietari di immobile, in termini di costi energetici pari a 800 mln dollari l’anno. Attualmente infatti l’inefficienza degli edifici e le dispersioni termiche, costano ai cittadini più di 15 mld di dollari l’anno per riscaldamento, su un ammontare complessivo di un milione di edifici.

La Zone Green permetterà di eliminare gli innumerevoli ed inutili passaggi burocratici, che attualmente impediscono la trasformazione del tessuto edilizio newyorchese, e con molta probabilità, darà modo di rivoluzionare in breve tempo l’immagine della città, inserendosi a pieno diritto nel grande PlaNYC 2030.

Gli interventi di Zone Green

Efficienza energetica dell’involucro edilizio: lo stato dell’arte di numerose costruzioni newyorchesi, lascia al quanto desiderare, soprattutto per l’isolamento termico delle pareti. La normativa di zoonizzazione attuale infatti, impedisce qualsiasi tipo di aumento volumetrico dell’edificio, sia anche solo riferito all’aumento di spessore delle pareti esterne per l’aggiunta dell’eventuale cappotto termico o di qualsiasi altro tipo di isolante. Con la normativa Zone Green, questa incongruenza verrà superata, favorendo la naturale trasformazione di tutti quegli edifici talmente vecchi da non essere nemmeno soggetti alle normative di zona sull’efficienza energetica.

A beneficiare della normativa non saranno solo le ristrutturazione dell’esistente: la sottrazione dallo spessore murario della parte di isolamento, potrà infatti essere applicata anche alle nuove costruzioni, incentivando questa pratica per poter guadagnare preziosi centimetri oltre il lotto della proprietà, senza compromettere la vivibilità degli spazi interni.

I sistemi di ombreggiamento: Sembra impossibile, ma la normativa attualmente in uso a New York, non facilita nemmeno l’installazione di tende da sole mobili, creando non pochi problemi di surriscalmentento e di sovraccarico dei sistemi di climatizzazione, che in estate si trovano a lavorare il doppio del necessario. La proposta che verrà applicata grazie alla nuova normativa lascerà via libera all’installazione di sistemi di ombreggiamento verticale ed orizzontale, fissando una percentuale massima di copertura della facciata per evitare speculazioni di ogni genere.

Energia pulita dal sole: è uno dei capisaldi del PlaNYC. Abbandonando i carburanti fossili per produrre energia pulita dalle fonti rinnovabili, i livelli di CO2 nell’atmosfera potrebbero dimezzarsi in pochissimo tempo. Tuttavia la normativa edilizia ancora oggi non consentono l’installazione di pannelli solari o fotovoltaici sopra il limite massimo d’altezza degli edifici, lasciando in sospeso anche le moderne tecnologie applicate direttamente sulla copertura.

Questa ovvia incongruenza di obiettivi viene superata dalle direttive della Zone Green, che apre la strada alle installazioni solari, scendendo nello specifico delle singole tecnologie e dei singoli casi, per incentivare l’autosufficienza energetica di ciascuna struttura.

I tetti giardino: in una città densamente abitata come New York, è quasi un peccato non sfruttare le abbondanti superfici delle coperture.

La flessibilità degli spazi è fondamentale per soddisfare gli innumerevoli scopi ai quali potrebbero prestarsi i tetti degli edifici a partire dalla gestione della acque piovane, per creare riappropriarsi degli spazi abitati attraverso i tetti giardino e anche per collocare impianti di cogenerazione o caldaie. Anche in questo caso la Green Codes Task Force ha elaborato le strategie necessarie a rimuovere le incongruenze legislative.

Promuovere la produzione alimentare locale: installando delle piccole serre sulle coperture degli edifici industriali quali scuole, industrie, edifici commerciali, si potrebbe favorire una corretta educazione alimentare, abbassando nello stesso tempo i livelli di CO2 dovuti all’inevitabile trasporto delle merci. In questo caso le proposte che arrivano dalla Zone Green vanno oltre la semplice riqualificazione edilizia, coinvolgendo e stimolando i cittadini stessi a favore di interventi sostenibili ed ecologici.

Produrre energia eolica: gli alti grattacieli di New York si prestano molto bene all’installazione di micro turbine eoliche, soprattutto gli edifici in prossimità del mare, dove le correnti sono più forti. La revisione legislativa aprirà la strada all’energia eolica, lasciando la possbilità di installare sulle coperture degli edifici alti più di 100 metri, impianti fino a 20 metri d’altezza (comprese le pale), ovviamente attenendosi scrupolosamente alle normative di sicurezza specifiche.

Le proposte contenute nella Zone Green si aprono anche alla mobilità, un fattore estremamente importante per una città delle dimensioni di New York. Pur non entrando nello specifico della legislazione in materia, il team di professionisti incaricato del progetto ha aggiunto alcune proposte utili per la corretta evoluzione della città, tra le quali la promozione di viabilità elettrica, soprattutto mediante l’installazione di luoghi per la ricarica, ad esempio nei numerosi parcheggi, nelle scuole, negli uffici, sottolineando l’importanza dell’integrazione di questi sistemi con pannelli fotovoltaici, per assicurare un pieno di energia al 100% rinnovabile.

L’11 gennaio le proposte della Zone Green si apriranno ai cittadini, illustrando nello specifico caso per caso. Il coinvolgimento della popolazione è tutt’altro che marginale: infatti prima di diventare operativo, il pacchetto di modifiche verrà analizzato di zona in zona per lasciare ai diretti interessati la possibilità di esprimere eventuali considerazioni, critiche o suggerimenti. La nuova frontiera della burocrazia.