• Articolo Fairfield, 18 febbraio 2014
  • La nuova tecnologia si basa sull’effetto magnetocalorico

    Frigo magnetico, più efficiente e più riciclabile

  • L’impianto utilizza un fluido a base di acqua che scorre attraverso una serie di magneti per trasferirvi il calore, facendo dunque a meno dei tradizionali refrigeranti chimici e dei compressori

Frigo magnetico, più efficiente e più riciclabile

 

(Rinnovabili.it) – La tecnologia di refrigerazione dà il benvenuto ad una innovazione tecnica che promette di rivoluzionare l’intero settore. I ricercatori della General Electric stanno infatti sperimentando l’utilizzo di uno speciale materiale magnetico in grado di raggiungere temperature abbastanza basse da congelare l’acqua. Il rivoluzionario sistema, progettato dagli ingegneri della compagnia per essere il 20 per cento più efficiente rispetto alla tecnologia attuale, potrebbe essere all’interno dei frigoriferi domestici già entro la fine del decennio.

 

L’impianto utilizza un fluido a base di acqua che scorre attraverso una serie di magneti per trasferirvi il calore, facendo dunque a meno dei tradizionali refrigeranti chimici e del compressore. Di conseguenza ciò riduce in modo significativo gli eventuali danni per l’ambiente e soprattutto rende molto più semplice il riciclo dei vecchi frigoriferi. La nuova tecnologia si basa sull’effetto magnetocalorico, scoperto nel 1880 dal fisico tedesco Emil Warburg. “Abbiamo iniziato 10 anni fa con una macchina enorme in grado di abbassare la temperatura di soli 2 gradi”, spiega Michael Benedict, ingegnere progettista presso GE Appliances “L’obiettivo è quello di ottenere una dimensione tale da poter integrare il sistema in un frigo”.

 

Un obiettivo sempre più vicino grazie alla sperimentazione  di un nuovo tipo di leghe di nichel-manganese per i magneti, in grado di funzionare a temperatura ambiente e di ridurre la temperatura  – attraverso una seria di fasi a cascata – anche di 80 gradi. Il team GE ha eseguito una dimostrazione presso il Dipartimento di Energia a cui hanno partecipato membri dello staff della Casa Bianca e dell’EPA. “Nessuno al mondo ha mai realizzato questo tipo di raffreddamento a più fasi”, spiega Venkat Venkatakrishnan, leader del team di ricerca. “Riteniamo d’essere le prime persone ad aver saputo ridurre la tecnologia abbastanza da poterla trasportare e mostrare. Siamo stati anche i primi ad andare sotto lo zero”.