• Articolo Milano, 8 luglio 2015
  • Il progetto di AFN onlus

    Le cucine solari italiane sbarcano ad Haiti

  • Per mettere un freno alla deforestazione che genera biomassa bruciata dagli abitanti del luogo, arrivano le cucine solari fai da te tutte italiane

Le cucine solari italiane sbarcano ad Haiti -

 

(Rinnovabili.it) – Invece di bruciare legna verde e produrre fumi tossici e nocivi, Haiti adesso usa le cucine solari. Da questa proposta ha preso vita il progetto, tutto made in Italy“Cucine solari per Mont-Organisé”, avviato dalla AFN onlus, associazione che opera a livello internazionale dal 1998 con famiglie e bambini. Il tentativo è quello di incentivare ad Haiti l’utilizzo dell’energia del sole per cucinare, riducendo l’utilizzo della che produce inquinamento ed emissioni. Si partirà da Mont-Organisé, ma l’intenzione è diffondere il progetto in altre parti del Paese.

Infatti, sono migliaia ancora oggi gli haitiani che non hanno accesso alle fonti tradizionali di energia. Hanno sviluppato un’arte di arrangiarsi nella vita quotidiana che però presenta numerosi punti oscuri, come l’uso di biomassa per il riscaldamento e la cucina. Senza elettricità o gas, infatti, questa pratica diventa un problema sociosanitario non indifferente, cui si aggiunge quello climatico-ecologico. Oltre alle emissioni, infatti, si dà adito a pratiche quali la deforestazione incontrollata, che ha effetti a catena sul suolo e sulla disponibilità di acqua.

 

Le cucine solari italiane sbarcano ad Haiti 2Grazie alle cucine solari si spera di mandare in soffitta queste pratiche deleterie, passando all’uso di energia pulita. Esse si basano su un sistema tipico del solare a concentrazione: attraverso una lente, la luce solare si tramuta in energia termica, che viene immagazzinata in una batteria termica. Come materiale termoconvettore sono utilizzati dei sali fusi, componenti né infiammabili né tossici che sono normalmente utilizzati come fertilizzante per l’agricoltura. Costano poco e sono facilmente reperibili.

Una cucina solare può trattenere il calore per circa 20 ore da quando avviene l’interruzione dell’irradiamento. Un elemento significativo: scaldando opportunamente in precedenza l’impianto, diventa possibile cuocere il cibo durante le ore notturne. La tecnologia è molto semplice, di facile manutenzione e per la costruzione e il montaggio non serve manodopera esperta. Addirittura, si può costruire le cucine con materiali reperiti sul posto, abbattendo i costi di spedizione dei componenti e quelli relativi al reperimento di personale tecnico qualificato.

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