• Articolo Roma, 21 ottobre 2019
  • MFR19, un palco di successo per l’innovazione tecnologica

  • Si chiude con oltre 100mila visitatori la tre giorni della Maker Faire Rome – The European Edition 2019. Tagliavanti (Presidente CCIAA Roma): “Molto alto il livello qualitativo dei progetti”

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Credit: Maker Faire Rome

 

Tra realtà virtuale, orti del futuro e pale eoliche stampate in 3D, MFR19 si conferma la più grande piattaforma europea dell’innovazione

(Rinnovabili.it) – Un successo di pubblico per un incredibile livello qualitativo di progetti: potrebbe riassumersi così la settima edizione Maker Faire Rome – The European Edition 2019 (MFR19), la più importante fiera europea dedicata all’innovazione tecnologia L’evento, organizzato da Camera di Commercio di Roma attraverso la sua azienda speciale Innova Camera, ha chiuso domenica i battenti ma non prima di aver raccolto nei suoi oltre 100mila metri quadrati espositivi, più di  100mila visitatori. Tanti giovani e studenti ma anche un pubblico più adulto ed esperto che ha visitato in questi tre giorni la speciale edizione MFR19. Speciale perché, oltre alle nuove tematiche in programma, la tre giorni si è distinta rispetto alle edizioni passate grazie al nuovo approccio carbon neutral e plastic free.

 

“Anche quest’anno i dati sull’affluenza sono stati eccezionali – afferma il Presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti -, ma ciò che mi preme sottolineare è l’altissimo livello qualitativo dei progetti esposti, che permettono a questa fiera di essere ormai considerata una piattaforma di incontro irrinunciabile tra scienza, accademia, grandi e piccole imprese, imprenditori, professionisti, nonché appassionati di tecnologia, famiglie e studenti”.

 

 

Rinnovabili.it, media partner dell’evento, ha raccolto alcuni dei più interessanti e intelligenti progetti tra i centina in mostra, promossi da maker, start-up, studenti o enti di ricerca provenienti da oltre 40 nazioni nel mondo. Le aree dedicate a bioeconomia, edilizia sostenibile, circular economy e tecnologie verdi, hanno offerto infatti ai visitatori uno dei più interessanti spaccati dell’innovazione tecnologica.

 

C’è chi, come la startup BioPile, sì è concentrato sulle ultime frontiere dell’agritech. L’azienda, nata a Roma solo due anni fa ha portato a MFR19 il  più piccolo giardino al mondo: NANO, un dispositivo per la coltura idroponica domestica. Il sistema sfrutta l’IoT per gestire le varie funzioni meccaniche, chimiche e fisiche necessarie a ricreare un microclima favorevole alla crescita vegetale.

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Si esce dalle mura domestiche per arrivare sui campi, invece, con OrtoBot, un “braccio robotico”  creato da un gruppo di studenti del Trentino insieme all’associazione MindsHub per gestire in maniera automatizzata i piccoli orti. Attraverso un’applicazione è possibile scegliere quali ortaggi piantare: OrtoBot provvede alla semina, curandone la crescita e avvisando quando pronti per la raccolta.

 

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È l’anello di congiunzione tra economia circolare ed energia pulita: parliamo di Regenera, progetto firmato WASP, azienda leader nel settore della stampa 3D. La società ha presentato in fiera il processo completo che a partire dai rifiuti della plastica realizza pale eoliche per turbine ad asse verticali. La tecnologia utilizzata è dotata di un sistema pneumatico di caricamento continuo del materiale da stampare, cioè polipropilene riciclato al 100%.

 

Sempre sul fronte dell’energia del vento, un altro progetto degno di nota è quello presentato a Bentu, giovane società che ispirandosi alle vele del windsurf ha realizzato una speciale micro turbina pieghevole. Il sistema caratterizzato da leggerezza, resistenza, portabilità e soprattutto facilità di montaggio consente la produzione di energia in aree isolate o difficili da raggiungere, ad esempio zone di montagna o su imbarcazioni da diporto.

 

Sul fronte riciclo si è fatta invece notare Repainted, un marchio italiano che supporta la moda sostenibile. Tutti i  capi sono, infatti, realizzati a mano in Italia con filato rigenerato (Econyl), un materiale che nasce dal recupero di rifiuti plastici raccolti nel mare come reti da pesca e boe abbandonate. Il risultato è in un tessuto non solo sostenibile ma anche in grado di offrire una maggiore resistenza a cloro e salsedine, traspirante ed anallergico.

 

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Appartiene, infine, all’ambito mobilità sostenibile lo scooter elettrico Hurba, creato dal giovane Camillo Piscitelli. La particolarità del mezzo consiste nella batteria estraibile di nuova generazione: del peso di circa 8 kg può essere ricaricata sia in modalità plug-in tramite colonnina (circa 6 min) che essere prelevata dallo scooter a fine viaggio e portata a casa per farle il “pieno” in 20 minuti.

 

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