• Articolo Milano, 13 giugno 2019
  • NextChem, la plastica riciclata gioiello di tecnologia

  • Presentato l’impianto più avanzato ed efficiente in Europa nel trattamento dei rifiuti plastici: è in grado di produrre oltre 40 mila tonnellate l’anno di polimeri riciclati

plastica riciclata nextchem

Taglio del nastro, da sinistra: l’AD Gruppo Pierroberto Folgiero, il sindaco di Bedizzole, Giovanni Cottini, l’Assessore Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo e il Presidente Fabrizio Di Amato.

 

 

(Rinnovabili.it) – Ribaltare l’approccio della gestione del rifiuto, ovvero del riciclo, partendo dalle esigenze del mercato a valle, per arrivare ad una materia prima – seconda  profilata con caratteristiche chimico-fisiche  e proprietà meccaniche tagliate in modo  sartoriale. Tutto ciò al fine di soddisfare in pieno le esigenze del mercato cosiddetto premium, sia offrendo prodotti  che migliorano le proprietà del materiale plastico in entrata – up cicling -, sia grazie a una tecnologia proprietaria e a un processo industriale pensato con “reverse approach”, dallo sviluppo del prodotto alla gestione del rifiuto. 

E’ il cambio di paradigma che, durante la presentazione del nuovo impianto, a Bedizzole, gestito da My Replast Industries, NEXTCHEM del Gruppo MAIRE TECNIMONT ha illustrato a investitori e produttori,  presentando la sua visione nell’ambito del progetto strategico di Green Acceleration. Un progetto messo a punto “per governare la transizione energetica” in atto. Si tratta dell’impianto più avanzato ed efficiente in Europa, in grado di produrre oltre 40 mila tonnellate l’anno di polimeri riciclati, pari al  consumo di plastica di un milione di persone, praticamente di una  città come Napoli. “La chimica verde – ha detto l’Amministratore Delegato del Gruppo, Pierroberto Folgiero  – non può essere fatta con lo spirito di progetto bandiera per le grandi occasioni, ma deve diventare industria che vive di ricavi e margine. Con il nostro know  how – ha proseguito l’AD– riteniamo di poter essere utili a creare un ecosistema orientando chi ha capitali  verso chi ha le idee”.

 

I polimeri riciclati a Bedizzole provengono da varie tipologie di rifiuto plastico in ingresso, sia dal post-consumo industriale – componenti di autovetture, scarti di produzione di packaging alimentare e industriale – sia dal post-consumo urbano – materiale proveniente dalla selezione della raccolta differenziata.  “Vogliamo essere industriali sostenibili, ma con approccio innovativo –  aveva affermato poco prima il Presidente e Fondatore del Gruppo, Fabrizio Di Amato –  giocando anche un ruolo di acceleratori di start-up.  Sulla Ricerca e Innovazione, stiamo collaborando con atenei come la LUISS di Roma e il Politecnico di Milano. Riteniamo che la transizione energetica e l’economia circolare siano una grande opportunità”.

 

 

“L’impianto – ha ricordato ancora l’AD Folgiero – prevede qualsiasi tipo di plastica, che viene trattata con riciclo meccanico, con un prodotto  finale – il polimero riciclato- di qualità elevatissima, che ne consente l’utilizzo  in manufatti ad alto valore aggiunto  – non solo componentistica, ma anche arredo e elementi di interior design – a fronte di un’efficienza del riciclo del 95%”.

 

Tuttavia, se oggi l’incontro  è  stato focalizzato sulle attività di NextChem  nell’economia circolare,  sono tre le macro aree in cui la stessa amministra un portafoglio di iniziative tecnologiche verso i trend emergenti della transizione energetica:

1)Greening the Brown – Mitigare gli effetti sull’ambiente delle tecnologie utilizzate  per l’industria della trasformazione petrolifera

2) Circular Economy: implementare l’utilizzo di plastica riciclata ed altri materiali da rifiuti;

3)Green-Green:  Individuare additivi o oli sostitutivi per produrre carburanti e plastiche da fonti rinnovabili.

 

Un Commento

  1. Massimo Broccatelli
    Posted luglio 25, 2019 at 4:43 pm

    Signori,
    scrivo per applaudire al programma NextChem che ho apprezzato fino dalla sua pubblicazione in Polimerica. Tuttavia, essendo io un esperto ricercatore ed inventore nel campo del riciclo chimico dei polimeri (affermazione verificabile in Internet digitando il mio nome seguito da Patents) soprattutto invio questa mail, nella speranza che il primo lettore di questa non sia un mero registratore di “like” tipo Facebook, per cui ritenga opportuno inoltrarla a qualcuno, meglio se un Chimico, vicino al vertice decisionale della NextChem.. Ho recentemente depositato tre brevettati tutti basati sulla scoperta che una famiglia di sostanze “verdi” e atossiche, che indicheremo con L, reagiscono selettivamente ad alta temperatura con PET o Nylon, formando un composto, liquido alla temperatura in cui si forma, ma solido a temperature inferiori.. Detta scoperta ha prodotto tre processi: due riguardanti il riciclo del PET o del Nylon da loro rifiuti come tessuti o reti da pesca, ecc., altrimenti non riciclabili con il riciclo meccanico. Il terzo brevetto riguarda un processo innovativo per la produzione di PET, per polimerizzazione del suo monomero, con ottenimento di pesi molecolari più elevati di quelli ottenibili con i processi attualmente in uso. .I processi oggetto di detti brevetti sono “verdi” e un perfetto esempio di Economia Circolare. Nel caso che NextChem dovesse ravvisare motivi d’interesse in questa esposizione, sono a disposizione per ulteriori chiarimenti. D’altra parte i progetti per essi ipotizzabili hanno dimensione mondiale, difficilmente affrontabile da me. Aggiungo ai miei dati sopra riportati il mio n° di tel. 335 344781 informandovi che alcune Società Nordeuropee, mi hanno già contattato per chiarimenti e proposte. D’altra parte è noto che “nessuno è profeta in patria”, specialmente se quest’ultima è l’Italia. Ci tengo ad aggiungere che avendo letto il Curriculum del Dr. Di Amato, ne sono rimasto fortemente impressionato, anche se sono un attempato ex Manager della Dow Chemical, dove ho avuto a che fare con dei “mostri” della chimica mondiale. Saluti,
    Massimo Broccatelli

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