• Articolo Roma, 22 maggio 2019
  • Plastica riciclabile? La nuova idea arriva grazie ai Lego

  • Un team di scienziati californiani ha progettato un materiale che può essere facilmente disassemblato e riassemblato a livello molecolare, proprio come i celebri mattoncini

 plastica riciclabile

(Rinnovabili.it) – Un gruppo di ricercatori del laboratorio americano US Lawrence Berkeley National Laboratory, in California, ha progettato una plastica riciclabile che basa il proprio processo di riciclaggio su uno dei giochi per bambini (e spesso adulti) più popolari al mondo: i Lego. La caratteristica unica di questo materiale messo a punto dagli scienziati è infatti la possibilità di disassemblarlo facilmente nelle sue parti costituenti, a livello molecolare, per poi procedere al riassemblaggio.

I ricercatori californiani hanno chiamato questa nuova tipologia di plastica riciclabile polydiketoenamine. Più sinteticamente, l’acronimo è PDK. La polydiketoenamine può venire ripetutamente ricreata in una diversa forma, consistenza o colore senza perdita di prestazioni o qualità. “La maggior parte delle materie plastiche non sono mai state fatte per essere riciclate – spiega, citato da Recycling International, Peter Christensen, ricercatore post-dottorato presso la Molecular Foundry del Lawrence Berkeley National Laboratory – Ma abbiamo scoperto un nuovo modo di assemblare la plastica che prende in considerazione il riciclaggio da una prospettiva molecolare.”

Per Christensen il problema di molte materie plastiche è che le sostanze chimiche aggiunte per renderle utili, come i riempitivi che rendono dura una plastica o i plastificanti che la rendono flessibile, sono legate in maniera salda ai monomeri. Ciò significa che rimangono nella plastica anche dopo essere stati trattati in un impianto di riciclaggio. “Con  la polydiketoenamine – aggiunge lo scienziato Brett Helms, che ha guidato il progetto – i legami immutabili delle plastiche convenzionali vengono sostituiti con legami reversibili che consentono di riciclare la plastica in modo più efficace”.

 La differenza rispetto alla plastiche tradizionali, in estrema sintesi, è una: i monomeri in plastica a base di polydiketoenamine possono essere recuperati e liberati da qualsiasi additivo composto semplicemente esponendolo a una soluzione acida.

Secondo gli scienziati, questa nuova tipologia di plastica riciclabile potrebbe costituire una “buona alternativa” a molte plastiche non riciclabili attualmente in uso.

“Vediamo un’opportunità per fare la differenza per dove non ci sono opzioni di riciclaggio – conclude Helms – Parliamo di adesivi, custodie degli smartphone, cinturini per orologi, scarpe, cavi per computer e materiali termoindurenti creati dallo stampaggio di materiale plastico caldo. Siamo in un punto critico in cui dobbiamo riflettere sull’infrastruttura necessaria per modernizzare le strutture di riciclaggio per il futuro smistamento e lavorazione dei rifiuti. Se queste strutture fossero progettate per riciclare o riciclare polydiketoenamine e relative materie plastiche, saremmo in grado di deviare più efficacemente la plastica dalle discariche e dagli oceani. È un momento emozionante per iniziare a pensare a come progettare sia i materiali che le strutture di riciclaggio per rendere la plastica un elemento dell’economia circolare”.

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