• Articolo Friburgo, 2 marzo 2017
  • Arriva lo storage ibrido: batterie e supercondensatori insieme

  • Il progetto tedesco FastStorageBW II sta realizzando piccoli sistemi produttivi per le PowerCaps, l’ibrido tecnologico per un accumulo energetico senza limiti

Arriva lo storage ibrido: batterie e supercondensatori insieme

 

(Rinnovabili.it) – Negli ultimi anni supercondensatori e batterie si sono sfidati in maniera diretta. La ricerca nel campo dell’energy storage si è letteralmente divisa su queste tecnologie che presentano vantaggi e limiti diametralmente opposti. I primi, rispetto agli accumulatori chimici, possiedono un’elevata potenza specifica, dal momento che possono essere caricati e scaricati quasi istantaneamente. Inoltre hanno una vita decisamente più elevata, che non fatica a superare i 10mila cicli di carica e scarica. Di contro però, rispetto alle batterie, possono immagazzinare molta meno energia.

Come fare ad avere un dispositivo con tutti i benefici sopra elencati e nessun limite tecnologico? Se lo sono chiesti anche al Fraunhofer Institute, ma anziché scegliere una delle due tecnologie, hanno deciso di cambiare approccio. All’interno del progetto FastStorageBW II, finanziato dal Ministero tedesco degli affari economici, i ricercatori dell’istituto assieme ad altri partner hanno realizzato un potente sistema di storage ibrido che combina assieme i vantaggi delle batterie agli ioni di litio e quelli dei supercondensatori.

“Le PowerCaps questo il nome con cui i dispositivi sono stati battezzati “hanno un’alta capacità specifica come le batterie al piombo, una vita lunga da dieci a dodici anni e una ricarica che impiega pochi secondi come un supercapacitor”, spiega Joachim Montnacher, scienziato del Fraunhofer IPA. E c’è di più, le PowerCaps possono operare anche con temperature di 85 gradi Celsius. Inoltre, vantano cento volte i cicli delle batterie convenzionali e mantengono la loro carica per diverse settimane senza perdite significative.

 

Quasi troppo bello per essere vero. E, in effetti, un neo c’è. Costruire un’unità produttiva completa costa milioni di euro. Per risolvere il problema economico, i partner stanno lavorando per render possibile l’istallazione di un “passo intermedio”: un sistema su piccola scala che sia il giusto intermezzo tra la produzione di laboratorio e quella su larga scala. “In questo modo, siamo in grado di creare le condizioni ideali per la fabbricazione commerciale, per l’ottimizzazione dei processi e la garanzia di una produzione che segua i principi dell’industria 4.0 fin dall’inizio – aggiunge Montnacher –. Perché alla fine, è questo ciò che darà alle aziende un vantaggio competitivo”.

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