• Articolo Roma, 20 dicembre 2012
  • Le Mini Guide

    10 consigli per un pranzo di Natale senza sprechi

  • Cucinare con gli scarti, seguire la stagionalità dei prodotti, ma soprattutto essere dei consumatori consapevoli ed informati. Ecco come rendere sostenibile il pranzo delle feste

 

Nella filiera agro-alimentare lo spreco a livello domestico è quello più problematico, sia per quanto riguarda la stima di cibo non utilizzato e che finisce in discarica, sia per l’energia utilizzata prima per produrlo e poi per cucinarlo. Siate critici e consapevoli. Ecco 10 consigli per iniziare.

 

1. Cucinare con gli scarti è possibile. Uno dei piatti tradizionali nel Centro Italia è la parmigiana di Cardi, o di gobbi. Veramente ottima, ma si ha un notevole scarto. Allora lavoriamo proprio con questo: utilizziamo la parte interna e quella apicale più dura, per fare un ottimo patè di cardi alle olive.

 

2. Ricordarsi che in cucina tutti gli avanzi del pranzo possono essere reinventati e trasformati ad arte. Dopo le abbuffate il dolce avanza sempre e allora cosa possiamo fare? Un ottimo tiramisù utilizzando il pandoro al posto dei biscotti; anche il panettone può essere trasformato in muffin per la prima colazione.

 

3. Rispettare la stagionalità delle verdure. In questo periodo ci sono molte più verdure di quanto si possa pensare: bietole, broccoli, carciofi, cardi, carote, cavolfiori, cavoli, cicorie, cime di rapa, finocchi, patate, porri, radicchi, sedani, spinaci, zucche, cipolle.

 

4. Controllare e conoscere la provenienza e la stagionalità del pesce, altro piatto che spesso ci accompagna per il pranzo di Natale. Esiste un codice definito dalla FAO per indicare il mare in cui il pesce è stato pescato; in inverno alcuni dei pesci di stagione sono la ricciola, l’alice, la rana pescatrice, la palamita, lo sgombro, la vongola verace, il rombo, il polpo, la seppia e la lampuga.

 

5. Fare la spesa preferibilmente al mercato o approfittando del crescente numero di GAS. Si ha un doppio vantaggio: sappiamo da dove arriva il cibo che finirà sulla tavola ed eviteremo imballaggi inutili.

 

6. Saper differenziare ormai è un obbligo, oltre che un’arte. Alcuni oggetti però finiscono nell’indifferenziato, come piatti e bicchieri di plastica utilizzati, carta oleata, cristallo, porcellana e pirex; nell’umido, invece, tutti le parti non utilizzate degli alimenti, il cotto, le cialde del the, del caffè,i gusci d’uovo. Da tenere presente che esistono in commercio anche delle utili compostiere automatiche accelerate per produrre dell’ottimo compost anche in appartamento per fiori o aromatiche sui balconi e terrazze.

 

7. Potrete ottenere delle piacevoli composizioni floreali utilizzando i fondi delle bottiglie di plastica, le parti dure dei finocchi come base e le bucce degli agrumi essiccati al forno o sui termosifoni come potpourri; per finire, dei porta candele con i tappi di sughero uniti tra loro, decorati sciogliendo le candele vecchie.

 

8. Utilizzare per quanto possibile, e per le cotture più lunghe, la pentola a pressione. Si risparmia in termini di tempo e di gas. Unica accortezza: mettere meno acqua possibile nella pentola, per non aumentare i tempi per portarla in pressione e l’energia necessaria.

 

9. Utilizzare sempre i coperchi per la cottura del cibo, meglio se di vetro così si può controllare la cottura del cibo senza aprirli. Accertarsi che la fiamma del fornello sia all’interno della pentola, in tal modo non si avrà dispersione di calore e spreco inutile di gas.

 

10. Valutare l’acquisto non in base alla quantità/peso, ma al reale apporto di kcal. Ricordatevi che il corpo umano è straordinario: ha bisogno di solo 2400 kcal per funzionare per 24 ore!