• Articolo Roma, 14 giugno 2014
  • Le Mini Guide

    Come fare il compost in terrazzo in pochi passi

  • Bastano otto semplici passaggi e qualche accortezza per ottenere del compost domestico di buona qualità nel terrazzo o balcone della propria abitazione

composte

 

Siete appassionati di giardinaggio? Vi piace l’idea di ridurre il volume di rifiuti da smaltire? Anche se vivete in città e avete solo un terrazzo, potete produrre del buon compost domestico per le vostre piante utilizzando gli scarti della vostra cucina!

Per i pollici verdi, amanti della natura, che sognano giardini rigogliosi, ma sono costretti ad accontentarsi di terrazzini  (striminziti o no) ecco qui le regole da seguire. Non sono molte, ma sono importanti.

Gli ingredienti indispensabili per un mini-compostaggio cittadino sono : giusto equilibrio fra scarti umidi e scarti secchi, buon drenaggio e aerazione della massa per mantenere la corretta umidità e molta pazienza!

Innanzitutto informatevi se il vostro comune è fra quelli che incentivano il compostaggio domestico con degli sconti sulla tassa dei rifiuti o direttamente fornendo la compostiera; in alternativa esistono in commercio, molti contenitori adatti per questo scopo e i prezzi variano dai 30 ai 400 euro. Se però vi piace il bricolage, potete sempre auto-costruirvi un composter artigianale con pochi euro e con molta soddisfazione.

 

Per il momento vediamo quali scarti si possono utilizzare e quali è meglio evitare per ottenere un buon compost domestico.

Come ho detto in precedenza, è importante che nel “miscuglio” che andremo a creare ci sia un giusto equilibrio fra scarti umidi e secchi, perciò  dividerò i materiali compostabili “buoni” in umidi e secchi:

 

Scarti umidi

  • Avanzi e bucce di frutta e verdura crudi
  • Fiori e piante appassiti  – resti di potature – N.b. si possono utilizzare anche piante velenose, tipo oleandro, perché nella decomposizione gli elementi tossici vengono  trasformati in composti innocui.
  • Pane secco o ammuffito
  • Pose di caffè – sacchetti di tè o tisane
  • Liquido di alimenti in scatola (legumi o conserve) – vino o birra (in piccole quantità)
  • Olio vegetale esausto (usare in minima quantità perché limita il passaggio di ossigeno)
  • Avanzi di verdure cotte – bucce di agrumi – gusci d’uovo (non esagerare nei quantitativi)

 

Scarti secchi

  • Paglia – segatura – trucioli di legno – stecchi di gelato – stuzzicadenti – fiammiferi – bambù
  • Rametti o erbe secche
  • Cartone – tovagliolini-  carta da cucina e di giornale (non patinata e senza immagini a colori)
  • Capelli e pelo di animali domestici
  • Pezzetti di tessuti naturali (cotone, lana, canapa, juta, lino)
  • Foglie secche coriacee (faggio- quercia – noce – castagno- aghi di conifere)  sughero  – usare con moderazione perché possono rallentare la degradazione

 

Scarti da evitare

  • Avanzi di carne o pesce (compresi ossa e lische e gusci di frutti di mare) e latticini
  • Lettiere usate di animali domestici
  • Tutto ciò che è sintetico e non biodegradabile (vetro, ceramica, plastica, metalli)
  • Oggetti in lattice (palloncini, guanti – anche se c’è chi dice che sono adatti al compostaggio, io lo sconsiglio)
  • Sacchetti di plastica bio (si, sono biodegradabili, ma ci vuole troppo tempo)

 

Come procedere

 

1. Per ottenere un buon risultato è importantissimo  triturare e spezzettare bene tutti i materiali prima di inserirli nella compostiera. Consiglio di triturare o spezzettare bene gli scarti ogni giorno, quando sono ancora freschi. Credetemi è molto meglio non aspettare che si affloscino o ammuffiscano per procedere a questa necessaria incombenza.

 

2. Porre sul fondo del contenitore uno strato di 4-5 cm di rametti secchi e/o noccioli di frutta per permettere il drenaggio.

 

3. Cominciare ad inserire scarti umidi, seguiti da uno strato di secchi terminando sempre  con striscioline di carta e una abbondante spolverata di terriccio per evitare i cattivi odori e tenere lontani (per quanto possibile) insetti e animaletti.

 

4. Nebulizzatore il composto per mantenere la giusta umidità (senza esagerare).

 

5. Chiudere sempre bene il coperchio.

 

6. E’ più pratico accumulare i resti giornalieri  tritati in un piccolo contenitore ben chiuso in cucina e trasferirli nella compostiera solo ogni 5 – 7 giorni (comunque prima che cominci a emanare odori poco piacevoli!)

 

7. Ogni 15 / 20 giorni areate la miscela rigirandola per bene con un bastone

 

8. Siate pazienti, a seconda delle stagioni e del tipo di compostiera , ci vorrà comunque qualche mese per ottenere un buon compost, ma poi vedrete che soddisfazione!