• Articolo Roma, 30 giugno 2013
  • Tecnologie in pratica

    Fotovoltaico: come realizzare un impianto a casa tua

  • Se stai riflettendo sulla possibilità o meno di dotarti di un impianto fotovoltaico domestico, ecco una guida pratica che ti toglierà ogni dubbio sul dove, come, quando e perchè

Fotovoltaico: come realizzare un impianto a casa tua

 

Perché  realizzare un impianto fotovoltaico

L’energia fotovoltaica rappresenta oggi una valida alternativa alle fonti energetiche tradizionali. Realizzare un impianto fotovoltaico sul tetto della propria casa porta vantaggi concreti e visibili già nel breve periodo. Quali? Primo fra tutti un risparmio economico, per il proprietario dell’impianto e per tutta la società. Per il proprietario di un impianto fotovoltaico oltre ad un vantaggio economico che porta a ripagarsi l’impianto in pochi anni c’è la certezza di approvvigionarsi di energia pulita ad un prezzo costante nel tempo. I dati del bilancio elettrico nazionale, poi, testimoniano che i benefici del fotovoltaico hanno già portato a una consistente ottimizzazione dei costi di approvvigionamento energetico a livello nazionale. Inoltre, poiché l’energia fotovoltaica ha il suo picco di produzione nelle ore centrali della giornata, ovvero nelle ore in cui solitamente c’è maggior consumo energetico, ha un forte impatto anche sotto l’aspetto ambientale perché permette di non utilizzare altre fonti di approvvigionamento non rinnovabili.

Il fotovoltaico è ecologico. Le energie rinnovabili possono infatti più che dimezzare le emissioni inquinanti e permettere al nostro Paese di rispettare gli impegni internazionali riportati nel protocollo di Kyoto.

 

Infine, il fotovoltaico può garantire un ambiente in cui anche le future generazioni potranno crescere e vivere in modo sostenibile, grazie a un sistema di approvvigionamento energetico pulito e sicuro. Tra le fonti rinnovabili, il fotovoltaico è quella che presenta il più alto potenziale di sviluppo futuro: la tecnologia è affidabile, facile da installare e ormai conosciuta. I costi di realizzazione di un impianto sono diminuiti sensibilmente negli ultimi anni grazie al raggiungimento di economie di scala e soprattutto diminuiranno nel prossimo futuro. Inoltre, con l’aumento dell’autoconsumo (energia prodotta e consumata contemporaneamente) aumenta l’efficienza del sistema diminuendo la quota di energia immessa in rete e quindi trasportata con evidenti perdite.

 

 

Cosa fare per realizzare l’impianto fotovoltaico

Grazie alle nuove tecnologie , oggi è diventato davvero semplicissimo realizzare un impianto fotovoltaico sul tetto della propria casa. Anche se il progetto deve essere seguito e guidato da un professionista qualificato, è importante conoscere il funzionamento e le principali fasi di realizzazione dell’impianto, nonché avere una panoramica sulle componenti.

 

I componenti dell’impianto fotovoltaico sono:

 

–        Moduli: composti da celle prevalentemente in silicio, trasformano la luce solare in energia. Poiché le singole celle sono in grado di generare una potenza minima, esse vengono collegate tra loro formando i cosiddetti moduli fotovoltaici;

–       Inverter: cuore dell’impianto, non solo trasforma la corrente prodotta dai moduli da continua in alternata, ma svolge anche funzioni fondamentali per la connessione alla rete elettrica dell’impianto. Inoltre, più l’efficienza dell’inverter è elevata, maggiore è la garanzia del rendimento energetico e della producibilità dell’impianto.

–      Contatore GSE: sebbene non sia integrato nell’impianto, è necessario sapere quanta energia è stata prodotta e immessa in rete per beneficiare del’eventuale incentivo statale in vigore. Per ogni kWh, è possibile calcolare il ricavo monetario che ne deriva.

–      Sistema di monitoraggio e sistema dei gestione dei consumi: per garantire un funzionamento regolare dell’impianto e intervenire tempestivamente su possibili anomalie, è consigliabile dotarsi di un sistema di monitoraggio che tenga  costantemente informato il proprietario sullo status dell’impianto e di un sistema che gestisca automaticamente i carichi interni all’edificio (ad esempio elettrodomestici come la lavatrice) incrementando la quota di energia autoconsumata e quindi diminuendo il tempo di rientro dell’investimento.

 

La realizzazione di un impianto fotovoltaico prevede varie fasi in cui spesso è necessario interfacciarsi con tecnici specializzati che possono supportare l’installatore nel corretto dimensionamento dell’impianto, nell’allacciamento del sistema alla rete e nel collaudo definitivo.

Il dimensionamento è un’operazione importantissima e molto delicata, poiché dipende da una serie di fattori di tipo geografico/climatico, tecnico, economico e architettonico. Si dovranno tenere in considerazione i consumi medi della famiglia per capire come poterli soddisfare al meglio. Si può stimare che il consumo medio di un nucleo familiare di 4 persone è di circa 3500-4000 kWh l’anno. Un impianto da 3 kW (25-30 mq su tetto a falda) installato nel Nord Italia produrrà circa 3.300 kWh/annui, mentre nel Sud Italia circa 4.500 kWh/annui.

Inoltre, bisogna tenere conto dell’orientamento dei pannelli fotovoltaici. L’ideale è senza dubbio verso Sud: infatti, le superfici così esposte godono di più e in maggior quantità dell’irraggiamento solare. Anche la loro inclinazione è un aspetto da tenere in considerazione: l’inclinazione ideale rispetto alla superficie orizzontale è quella che consente di massimizzare la produzione elettrica su base annua. L’angolo di inclinazione dei moduli dipende dalla latitudine della località scelta per l’installazione. Un valore medio normalmente consigliato è di 30°.

 

Nel dimensionamento dell’impianto influisce in maniera determinante anche il sistema di incentivi introdotto dal Conto energia: a seconda che si scelga di puntare sulla vendita dell’energia o, come oggi molto più conveniente, sull’autoconsumo, è necessario settare un certo tipo di dimensionamento. Ricordiamo che, con il Quinto Conto energia, che terminerà il prossimo 6 luglio 2013, è mutato profondamente l’assetto dell’incentivo, che è oggi calcolato sull’energia immessa (tariffa incentivante) e sull’energia autoconsumata (premio autoconsumo).

In prospettiva gli impianti residenziali, anche dopo la fine del Quinto Conto energia, grazie alla possibilità della detrazione fiscale al 50% associata al sistema dello Scambio sul Posto, continueranno ad essere un investimento interessante per i privati.

 

 

Quanto costa un impianto fotovoltaico?

E’ ancora conveniente realizzare un impianto fotovoltaico? Assolutamente sì. Il fotovoltaico porta una notevole riduzione sulla bolletta elettrica e permette di rientrare nell’investimento in tempi ridotti. Ciò che però è importante valutare per far sì che l’investimento sia economicamente conveniente è la qualità, l’affidabilità e la sicurezza delle componenti dell’impianto. Materiali di scarsa qualità o prodotti con un’efficienza bassa non permettono di ottenere una produzione energetica sufficiente per il recupero in tempi rapidi dell’investimento. Per avere un’idea di costi, possiamo indicare che un impianto fotovoltaico da 3 kWp può avere mediamente un costo dai  6.500 ai 8.500 euro tutto incluso.

 

In quanto tempo si ammortizza

 

I tempi di rientro dell’investimento dell’impianto fotovoltaico dipendono da diversi fattori e non è facile generalizzare. Tuttavia, per semplificare, possiamo fare due esempi pratici, relativi a un impianto da 3 kW installato rispettivamente nel Nord e nel Sud Italia.

–          Caso Nord Italia:

Sfruttando le tariffe incentivanti del Quinto Conto Energia e considerando un costo di acquisto dell’energia pari a 0,22 €/ kWh, i tempi di ammortamento dell’impianto si possono stimare intorno ai 9 anni.

Se invece, oltre alle tariffe incentivanti del Conto Energia, si aumenta la quota di energia auto consumata, sfruttando pertanto il premio autoconsumo, i tempi di ammortamento dell’impianto si accorciano fino a 7,5 anni.

–          Caso Sud Italia:

Sfruttando le tariffe incentivanti del Quinto Conto Energia e considerando un costo di acquisto dell’energia pari a 0,22 €/ kWh, i tempi di ammortamento dell’impianto si possono stimare intorno ai 7,5 anni.

Se invece, oltre alle tariffe incentivanti del Conto Energia, si aumenta la quota di energia auto consumata, sfruttando pertanto il premio autoconsumo, i tempi di ammortamento dell’impianto si accorciano fino a 6,5 anni.

 

Esistono finanziamenti/incentivi

Il sistema incentivante attualmente esistente è il Quinto Conto Energia, che tuttavia terminerà il prossimo 6 Luglio 2013 poiché è stata raggiunta la cifra limite di 6,7 miliardi di euro di incentivi. Tuttavia, esistono altre forme di incentivazione. In particolare, la percentuale di detrazione fiscale per gli impianti fotovoltaici è pari al 50% per impianti installati dal 26 giugno 2012 fino al 31 dicembre 2013, con un limite di spesa pari a 96.000€.

Lo scambio sul posto, associabile alla detrazione fiscale, consente di realizzare una forma specifica di autoconsumo; l’incentivo statale consiste in una compensazione fra il valore economico dell’energia prodotta e immessa in rete e quello dell’energia prelevata e consumata dalla rete in un periodo diverso da quello della produzione. Il contributo è calcolato dal GSE tenendo conto delle caratteristiche dell’impianto e delle condizioni contrattuali dell’utente con il suo fornitore di energia elettrica.

 

Quali procedure tecnico/amministrative

E’ necessario richiedere all’ufficio comunale le autorizzazioni necessarie all’installazione dell’impianto fotovoltaico. Per semplificare le pratiche amministrative e burocratiche, è consigliabile rivolgersi ad aziende installatrici che forniscono soluzioni chiavi in mano, che comprendono anche questo tipo di procedure.

 

A chi mi devo rivolgere

E’ importante rivolgersi a un professionista qualificato e non improvvisarsi installatori. Un’azienda seria e accreditata può infatti garantire la scelta di componenti e materiali di qualità, che permetteranno poi all’impianto essere altamente redditizio.