• Articolo Roma, 7 aprile 2013
  • Le Mini Guide

    10 consigli per produrre energia in campagna

  • L’auto-produzione energetica può adattarsi ai ritmi e al mood della campagna. Il decalogo di Rinnovabili.it ti insegna come

10 consigli per produrre energia in campagna

 

Da pochi anni, per la prima volta nella storia dell’umanità, il numero di esseri umani che vivono nelle aree urbane ha superato quello delle persone che vivono nelle aree rurali. Questo ci deve far riflettere, poiché le città sono tendenzialmente al collasso, e davanti ad una crisi globale come quella in atto e non certo in fase discendente, c’è da chiedersi se questa concentrazione di esseri viventi in aree improduttive (riguardo a cibo ed energia) sia realmente un bene. Le città consumano risorse e producono rifiuti in maniera esponenziale ed è forse il caso di pensare di “riruralizzare” le campagne che offrono ancora grandi vantaggi, se non altro in termini di autosufficienza.

Parlando di energia ecco 10 consigli per aiutarvi in questa scelta.

 

1. Anche se parliamo di produzione di energia, il primo punto non può che analizzare prima tutte le possibilità di ridurne l’esigenza, ricordando che l’efficienza costa 4 o 5 volte di meno della produzione.

 

2. Una volta individuate le reali necessità energetiche e attuato tutte quelle azioni per ridurne l’uso, affrontiamo l’analisi del sito.

 

3. Energia termica: prima scelta per la produzione di acqua calda sanitaria non può che essere quella del solare termico, avendo cura di pensare che se volgiamo ottimizzarne la produzione sia in estate che in inverno, i collettori solari dovranno essere rivolti a Sud inclinati di almeno circa 45°, inclinazione che di norma non corrisponde a quella media dei tetti (a meno di non essere in Tirolo). Pensate, dunque, a collettori piani in zone del Centro Sud ed eventualmente a collettori sottovuoto per le zone a Nord.

 

4. Per la produzione del riscaldamento, è opportuno analizzare l’area e verificare quale combustibile sia più facilmente reperibile in zona. Non orientatevi, ad esempio, verso una caldaia a nocciolino se in zona non vi sono produzioni cospicue di nocciole. Sembra banale, ma vi garantisco che accade spesso di essere affascinati da una soluzione che di fatto crea dipendenza da fornitori monopolistici.

 

5. La legna a ciocchi è senz’altro il combustibile più semplice da reperire anche se non il più economico, ma ricordatevi che la gestione di questa biomassa comporta lavoro! Si dice che la legna scaldi due volte, mentre la si taglia e gestisce e quando la si brucia! Ho visto molte persone entusiaste di andare a legna, ma altre infelici per il lavoro che questa comporta.

6. Qualora decidiate di riscaldarvi con la legna, è possibile scegliere tra tra varie soluzioni divise tra termocamino e stufe (a fiamma naturale o a gassificazione). Considerate che nel termocamino potrete bruciare tendenzialmente solo legna da ardere (es. quercia, carpino, leccio), mentre nelle stufe potreste bruciare anche legni meno adatti al camino, ma a volte notevolmente più economici, provenienti da scarti di lavorazione (es. castagno, rovere, o bancali in pino).

 

7. Una possibilità molto campagnola è quella della termocucina che oltre a scaldare eventuali radiatori (nelle vesioni idro) può essere utilizzata per la cottura ecologica ed efficiente dei cibi. Valutate che in estate sarà difficile poterla utilizzare per la cucina.

 

8. Un’altra alternativa alla legna a ciocchi è il cippato di legna. Ottimo combustibile, se ad esempio viene prodotto dalla vostra azienda di campagna come sottoprodotto di una lavorazione agricola (es. cippatura delle potature di olivo), ma se deve essere cippato appositamente per la vostra caldaia considerate nel processo il bilancio energetico (cippare costa energia) e anche eventuali problemi di stoccaggio con il materiale verde che può dare problemi di fermentazione.

 

9. Se invece avete optato per il termocamino, considerate la possibilità di inserire un accumulo termico inerziale di appropriate dimensioni altrimenti, per mantenere i termosifoni in temperatura, assomiglierete più ad un fuochista di locomotive a vapore che ad un gentelman di campagna.

 

10. Se vi siete resi conto che la la legna ed il cippato non fanno per voi, allora forse il pellet potrebbe essere la vostra strada. La caldaia a pellet è facile da gestire e si accende e si spegne automaticamente come una caldaia a gas. Prendetela in considerazione qualora utilizziate la casa solo saltuariamente dove anche una scheda GSM la può accendere a distanza.