• Articolo Pretoria, 4 giugno 2013
  • Dal corso della riunione annuale in Sudafrica

    Accordo emissioni, il sì con riserva delle compagnie aeree

  • L’International Air Transport Association (IATA) ha approvato una risoluzione che invita i governi del mondo a concordare misure per la gestione della CO2 dei viaggi aerei che entrerebbe in vigore a partire dal 2020

Accordo emissioni, il sì con riserva delle compagnie aeree(Rinnovabili.it) – L’aviazione mondiale ha detto sì. Sì ad una prima proposta  per affrontare il problema delle emissioni degli aerei nel tentativo di venir fuori dall’impasse internazionale in cui sembrava bloccato il settore. I timori di una guerra commerciale a colpi di Carbon Tax deve aver smosso animi e coscienze e spinto le grandi compagnie aeree, ovvero quelle che oggi rappresentato l’85% del traffico mondiale, ha trovare un’intesa. L’International Air Transport Association (IATA), voce di ben 240 big dei cieli internazionali ha deciso così, dal corso della riunione annuale in Sudafrica, di approvare una nuova risoluzione e esortare i governi ad adottare un sistema basato sul mercato unico del carbonio, progettato per compensare la crescita delle loro emissioni nel periodo post 2020. A votare contro la proposta solo le compagnie statali di India e Cina, chiaro eco, secondo alcuni analisti, della riluttanza dei rispettivi Paesi a prendersi degli impegni ambientali vincolanti a livello internazionale.

 

Nessun accordo invece su un limite alle emissioni, argomento ancora troppo spinoso, ed esclusione a priori dell’ETS europeo come punto d’inizio. Nonostante ciò la proposta della IATA dà ai governi che fanno parte dell’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile (ICAO) dell’Onu un progetto base da cui far partire il futuro accordo globale. Si tratta secondo alcuni critici anche una mossa per impedire all’Unione europea di riportare in vigore la legge, momentaneamente sospesa, che costringerebbe tutte le compagnie aeree a pagare per ogni tonnellata di anidride carbonica emessa sui voli da e per gli aeroporti comunitari. E gli attivisti verdi hanno  anche sottolineato come la risoluzione IATA possa, se accetta, consentire alle compagnie aeree di acquistare semplicemente crediti di carbonio a basso costo per compensare le loro emissioni, piuttosto che compiere riduzioni reali.