• Articolo Masdar City, 22 gennaio 2015
  • L’acquacultura sposa la produzione di biofuel a Masdar City

  • Boeing e Masdar Istitute collaboreranno per realizzare la prima struttura al mondo che integra l’allevamento di pesci e crostacei con la sintesi di biocarburanti

L'acquacultura sposa la produzione di biofuel a Masdar City

 

(Rinnovabili.it) – Quattro grandi nomi per un grande progetto votato alla razionalizzazione delle risorse naturali. La Boeing ha avviato una collaborazione con il Masdar Institute of Science and Technology (MIST), la compagnia aerea Etihad Airways e la multinazionale americana Honeywell UOP, finalizzata a realizzare nei terreni difficili di Masdar City un impianto sperimentale per la produzione di biofuel di terza generazione. In realtà l’innovativa struttura farà molto di più che coltivare biocarburanti avanzati (ovvero non in competizione con la produzione di riserve alimentari); il sistema è stato progettato quasi come un impianto a ciclo chiuso, in grado di impiegare i suoi stessi rifiuti come risorsa. Ma non solo. La centrale ospiterà anche un impianto di acquacoltura, perfettamente integrato nel ciclo di lavoro. Come spiega lo stesso consorzio, la struttura utilizzerà acqua di mare e acqua di scarico riciclata per allevare pesci e gamberetti, impiegando i loro stessi rifiuti come fertilizzante per la coltivazione di Salicornia; la Salicornia è una specie di pianta ricca di olio e in grado di crescere in ambienti difficili come deserti spiagge o stagni salati. Dagli oli e dalla biomassa di questo vegetale si cercherà di ottenere biofuel da destinare al settore dell’aviazione.L’acqua verrà quindi destinata alle mangrovie prima di essere re-immessa in mare, verificando costantemente la sua qualità.

“Questa ricerca ha enormi implicazioni per la produzione di cibo e carburante in maniera armoniosa nelle regioni terrestri con limiti di risorse idriche e di terreno”, ha spiegato il CEO di Masdar City, Ahmad Belhoul. “Considerando che circa il 20 per cento della terra a livello mondiale è deserto e il 97 per cento dell’acqua nel mondo è salata, questo approccio può rappresentare una valida soluzione al problema di scarsità di terra e risorse idriche”. L’impianto, che sarà soggetto di una ricerca per i prossimi 3-5 anni al fine di valutarne la resa su scala commerciale, dovrebbe essere operativo entro la fine di questa estate.

 

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