• Articolo Bruxelles, 11 febbraio 2013
  • Aeroporti, eccessivo l’inquinamento dell’aria

  • Si è parlato della relazione tra scali aeroportuali e inquinamento atmosferico e delle best practies messe in campo da Copenaghe alla conferenza del Parlamento europeo di Bruxelles

Capita spesso di doversi tappare il naso nei momenti che precedono l’imbarco in aereo mentre ci si sposta a piedi o in navetta per raggiungere il velivolo: ecco, in quegli istanti si può avere una vaga idea del livello di inquinamento che coinvolge gli aeroporti oggi. Un’interessante conferenza al Parlamento europeo di Bruxelles, organizzata con il supporto del Gruppo della Gue – Sinistra unitaria europea e della Commissione Europea ha affrontato la questione sotto diversi punti di vista; ospite d’eccezione il Commissario per il Clima Connie Hedegaard. Si è parlato di cifre sconfortanti: nel 2010 l’inquinamento dell’aria ha causato più di 420,000 morti premature.

 

«Bisogna spiegare ai cittadini le ragioni per le quali è necessario investire in questo settore, convincerli che i deficit, oltre che nel campo economico, si hanno in materia ambientale e climatica», ha dichiarato la  Hedegaard. Sulla carta il 2013 è “l’anno dell’aria”, motivo che dovrebbe spingere l’Unione Europea a concentrarsi su politiche “pulite” e strategie a lungo termine. Saranno realizzate? L’esigenza è senza dubbio quella di abbassare il livello di zolfo contenuto nei combustibili, ricordando che l’inquinamento che proviene dagli aeroporti non dipende solo ed esclusivamente dai velivoli ma anche da altri fattori, come l’equipaggiamento dell’aeroporto, le attrezzature e i materiali di manutenzione usati.

Oltre all’impegno dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea, l’EASA, che tra i vari compiti ha anche quello di accertare la sicurezza dei velivoli e il rispetto dell’ambiente, la Commissione europea sta collaborando con il World Health Organisation’s regional office for Europe  per studiare il livello di salute dello strato di ozono stratosferico e di biossido di azoto. Inoltre la Commissione ha avviato una consultazione online tramite la quale i cittadini, le organizzazioni e le imprese dell’UE possono esprimere le loro opinioni in materia di qualità dell’aria. La consultazione online è aperta fino al 4 marzo 2013. I risultati saranno usati nel processo di revisione della politica UE in materia di qualità dell’aria.

Anche l’Organizzazione mondiale della Sanità nel rapporto «Review of evidence on health aspects of air pollution» pubblicato il 31 gennaio, ha specificato come l’esposizione a particelle PM2,5 possono provocare aterosclerosi e malattie respiratorie sopratutto sui bambini, richiamando l’UE a rivedere le sue politiche in materia di inquinamento dell’aria.

 

In questo contesto un buon esempio è rappresentato dall’aeroporto di Copenaghen  che, dopo l’allarme lanciato dall’Ufficio nazionale degli incidenti sul lavoro e delle malattie professionali della Danimarca ha lanciato un programma in difesa della qualità dell’aria. Attraverso l’organizzazione di gruppi di lavoro ai quali prendono parte i responsabili dell’aeroporto di Copenaghen, il personale e agli addetti alla manutenzione, le compagnie aeree che vi operano e i sindacati, si discutono strategie e soluzioni per un’aria più pulita. Ben 25 progetti sono stati elaborati, insieme a 1000 controlli sulla qualità dell’aria. Sono state messe in atto campagne di sensibilizzazione per le compagnie aeree, mentre scale per gli aerei e navette con motori elettrici ricaricabili hanno sostituito i più anziani e inquinanti modelli. Infine,  grande importanza sta avendo l’elaborazione di uno studio che ha l’obiettivo di cartografare i casi di malattia legati all’inquinamento dell’aria, di tutti i funzionari del personale e della manutenzione dell’aeroporto.