• Articolo Roma, 16 maggio 2012
  • Federmobilità: "Sì a risorse economiche certe e a un quadro normativo stabile"

    Agli italiani non piace viaggiare in treno

  • Al forum organizzato da Federmobilità si è discusso su quali siano le cause che hanno portato alla riduzione dei trasporti su rotaia e quali, invece, le possibili soluzioni

(Rinnovabili.it) – Da un po’ di anni a questa parte in Italia è veramente raro vedere treni gremiti di passeggeri. Un po’ per l’inadeguatezza dei servizi offerti e un po’ per l’incertezza politica ed economica che attraversa il settore, di fatto il trasporto su rotaia è oggi una delle opzioni più snobbate per gli spostamenti. A lanciare l’appello agli assessori ai trasporti è Federmobilità: “Per dare ai cittadini servizi ferroviari adeguati, in linea con gli standard europei, occorrono risorse economiche certe e un quadro normativo più snello e stabile”. Secondo un dossier, diffuso durante il forum che Federmobilità ha organizzato sulla questione, la macchina e l’aereo sono i mezzi preferiti dai viaggiatori: dal 2000 al 2007, infatti, la ferrovia ha perso 1,2 miliardi di viaggiatori/km, circa lo 0,3% all’anno. Confrontando la situazione a livello europeo, poi, l’Italia non fa proprio una bella figura, con una media del trasporto dei passeggeri su rotaia che si attesta intorno al 5,7%, superata da Gran Bretagna (6,6%), Germania (8,1%) e Francia (9,8%). Al di là delle preferenze dei passeggeri, anche sul piano delle infrastrutture il nostro Paese registra una dotazione pro-capite inferiore rispetto a quella di Francia e Germania; stesso discorso per quanto riguarda l’Alta Velocità, in Italia percorribile per 13 km per milione di abitanti, meno rispetto a Germania (16/milioni di abitanti), Francia (30) e Spagna (35). Per il Presidente di Federmobilità, Alfredo Peri, intervenuto al forum, il futuro deve puntare su scelte strategiche capaci di far recuperare al nostro Paese il gap rispetto agli altri Stati europei. “La qualità dell’offerta – ha detto Peri – deve esser perseguita con ogni strumento, scommettendo con finanziamenti puntuali, ma anche con una governance di sistema che ne garantisca i risultati”.