• Articolo Nairobi, 25 giugno 2012
  • Missione compiuta per l’eco-pilota francese

    Attraversare l’Africa in auto elettrica? Chevrin ce l’ha fatta

  • Si conclude con un successo la “Croisière Noire” della Citroën Berlingo a batteria e del suo pilota. 6 paesi, 5.800 km e nessun aiuto se non quello degli abitanti incontrati lungo il tragitto

(Rinnovabili.it) – Attraversare l’Africa a bordo di un’e-car è possibile, parola del 45enne francese Xavier Chevrin. Pilota per passione e insegnante di inglese nella vita reale, Chevrin ha appena compito il più lungo viaggio mai realizzato in Africa a bordo di una macchina elettrica; 38 giorni per attraversare, su una Citroën Berlingo a batteria, Kenya, Tanzania, Zambia, Zimbabwe, Botswana e Sud Africa.

Una vera e propria avventura, battezzata Africa Mission e lanciata da Venturi, che ha impegnato Chevrin su oltre 5.800 km, di cui 600 di terreno accidentato, senza alcuna assistenza tecnica o di ricognizione ma semplicemente affidandosi alla sorte. Le batterie, infatti, sono state ricaricate sul posto, a seconda della disponibilità degli abitanti locali. Questa, infatti, era la forza e la peculiarità del progetto, il cui scopo è stato quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle possibilità dell’e-mobility, ma anche fare il punto della situazione in una delle zone meno attrezzate del mondo: il 65% degli africani, infatti, vive senza accesso alla rete elettrica.

“Abbiamo incontrato il fango (era la fine della stagione delle piogge), sentieri sassosi, tantissima sabbia e polvere. Ma l’automobile ha affrontato tutto nel migliore dei modi, dimostrando che la tecnologia elettrica può adattarsi a tutti i terreni in Africa, e aprendo così la strada a nuove prospettive economiche e ambientali in questo continente”, ha spiegato al suo arrivo Chevrin rivelando che la vera e propria sfida si è rivelata riuscir a convincere gli abitanti a “regalargli” la propria elettricità per ricaricare le batterie. “Abbiamo prima dovuto persuadere le persone che incontravamo dell’affidabilità del nostro sistema e di non aver intenzione di rovinare il loro impianto produttivo”. E non è bastata neppure una caduta ed un piede rotto per fermare l’eco avventuriero che, esattamente 4 giorni fa, ha completato l’ultima tappa del viaggio ma che si dice già speranzoso d’avere l’opportunità di condividere con Venturi nuove sfide e altre spedizioni: “io non rimarrei sorpreso se ci incontrassimo di nuovo tra qualche mese per una nuova avventura!”