• Articolo Roma, 30 luglio 2012
  • Aiuti per l’acquisto di veicoli a basse emissioni dal 2013 al 2015

    Auto: eco-incentivi nel DL Sviluppo ma non per tutti

  • ANFIA: “Non incideranno sulle vendite di vetture ai privati. Il provvedimento avrà effetto esclusivamente sul comparto delle flotte”

(Rinnovabili.it) – L’articolo unico di conversione del Decreto Sviluppo, approvato lo scorso 25 luglio dalla Camera, contiene al suo interno anche una misura dedicata all’eco-mobilità. Nel testo infatti è stato inserito un piano per la diffusione di veicoli a basse emissioni che recepisce il testo già approvato dalle Commissioni riunite Trasporti e Attività produttive e che introduce, tra le altre cose, un Fondo per l’erogazione di contributi statali all’acquisto di veicoli ecologici: 50 milioni di euro per il 2013 e 45 milioni per ciascuna annualità 2014 e 2015 a cui è necessario però aggiungere un chiarimento.

Il finanziamento infatti non è per tutti, bensì per una limitata sperimentazione dedicata la diffusione di flotte pubbliche e private di veicoli a basse emissioni. Ad entrare nel merito della questione è in questi giorni ANFIA, l’Associazione nazionale filiera industria automobilistica che mette ben in guardia da false aspettative e chiede, tramite il suo Presidente Roberto Vavassori, di spiegare con chiarezza la misura. “Gli incentivi – commenta Vavassori – coinvolgeranno gli acquirenti di veicoli per uso terzi o come beni strumentali in misura del 70%, per i veicoli con emissioni di CO2 fino a 95 g/km, e in misura del 100% per i veicoli con emissioni di CO2 tra 96 e 120 g/km. Si tratta, quindi, di una misura finalizzata alla sperimentazione e alla diffusione di flotte pubbliche e private di veicoli a basse emissioni, con particolare riguardo ai contesti urbani, e non di un piano incentivi per lo svecchiamento del parco circolante in generale.

“Di conseguenza, – conclude il Presidente dell’Associazione – non ci saranno effetti significativi sulle vendite di vetture ai privati, bensì esclusivamente sul comparto delle flotte”. Il rammarico dell’Associazione è che questo fondo avrebbe potuto essere messo a frutto su attività di più rilevanti e necessarie quali la ricerca tecnologica, l’innovazione industriale e il rafforzamento della filiera produttiva nazionale.