• Articolo Leeds, 4 dicembre 2017
  • La ricerca dell'Università di Leeds

    Le auto elettriche sono già più economiche delle altre

  • In alcuni mercati acquistare e mantenere le auto elettriche costa meno rispetto a quelle con il motore a scoppio. Entro il 2025 non serviranno incentivi

auto elettriche

 

I costi più bassi delle auto elettriche scenderanno ancora

 

(Rinnovabili.it) – Le auto elettriche sono più economiche da gestire delle cugine a benzina o diesel nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Giappone. Lo rivela una ricerca pubblicata sulla rivista Applied Energy e destinata a far molto discutere gli scettici e gli entusiasti.

Secondo l’Università di Leeds, che ha condotto lo studio, al momento il costo più basso è dovuto in parte agli incentivi statali, ma entro pochi anni le auto elettriche diventeranno comunque l’opzione più economica. I ricercatori hanno analizzato il costo derivante dal possesso di un’automobile nell’arco di quattro anni, valutando il prezzo di acquisto, il deprezzamento, il carburante, l’assicurazione, la tassazione e la manutenzione. Il verdetto è stato sorprendente: le auto elettriche pure sono risultate più convenienti in tutti i mercati presi in esame: Uk, Giappone, Texas e California.

 

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Ad abbattere le spese è il costo del carburante, nettamente inferiore a benzina o diesel, ma anche i costi di manutenzione sono più bassi, perché i motori sono più semplici e aiutano a frenare il mezzo risparmiando sulle pastiglie dei freni. Nel Regno Unito, il costo annuale è risultato inferiore di circa il 10% rispetto a quello delle auto a benzina o diesel nel 2015, anno di riferimento.

Le auto ibride plug-in sono risultate significativamente più costose: chi le acquista paga effettivamente due motori in un solo veicolo. Un’eccezione tuttavia è rappresentata dal Giappone, dove le ibride ricevono sussidi più alti. Le auto elettriche pure ricevono aiuti per l’equivalente di 5.700 euro nel Regno Unito e in Giappone, che superano i 7 mila euro negli Stati Uniti. Presto anche gli incentivi statali verranno interrotti, ma per allora la tecnologia delle batterie forse sarà maturata a sufficienza da rendere le auto elettriche competitive con le antenate a benzina. Secondo i ricercatori accadrà prima del 2025, mentre la Renault se lo aspetta per i primi anni del 2020.

3 Commenti

  1. Giuseppe Rattighieri
    Posted dicembre 4, 2017 at 7:01 pm

    Che marca è la spina dell’immagine
    chi mi può dare informazioni e il costruttore

  2. glauco verzelloni
    Posted dicembre 27, 2017 at 11:47 am

    Il tema convenienza auto elettrica va splittato in due direzioni.
    1-l’energia elettrica ,al netto dei contributi statali che restano un costo per la collettività ,va prodotta con combustibili fossili o nucleare .o solare.Il solare ed il fossile impiegato per l’energia elettrica costa sicuramente più del fossile utilizzato direttamente in un motore endotermico se viene semplicemente considerato l’aspetto dei rendimenti in campo. Solo il nucleare costerebbe meno ma non viene considerato accettabile dalle ideologie ambientaliste correnti
    2-Il motore sicuramente sarebbe meno costoso in quanto infinitamente più semplice e meno costoso per la manutenzione.Le batterie non potranno diventare più leggere di quelle già note essendo legate all’autonomia richiesta. Non risultano possibili sul piano teorico tecnologioe future compatibili con la chimica fisica nota in grado di portare a batterie aventi rapporto peso potenza erogabile più conveniente.
    Detto ciò sarebbe opportuno che questa rivista fosse più….scientifica curando l’approfondimento del tema e rinuncìando ai titoli
    ad effetto

  3. Marco
    Posted febbraio 3, 2018 at 4:34 pm

    Ha parlato lo scettico, adesso tocca all’entusiasta.
    Leggetevi, qui su “rinnovabili” le pagine del settore “mobilità-aeronautica sostenibile –nautica sostenibile”.
    Leggete anche le notizie sulla velocità con cui le principali nazioni europee stanno passando all’energia eolica e fotovoltaica. In anticipo rispetto agli obiettivi.
    Ma perché mai? E’ una spesa enorme di cambiamento e investimento! Una compagnia aerea o navale non butta soldi se non è sicurissima che complessivamente conviene.
    Tutto qui. CONVIENE!
    Chi faceva i primi treni a vapore, e poi le locomotive diesel guardava con sospetto i primi treni elettrici, con tutti quei chilometri di cavi di rame lungo il percorso. Ma conveniva e le locomotive a vapore sono nei musei.
    Chi sa fare i conti sa che una turbina idroelettrica Pelton ha un rendimento di circa il 95%.
    Lo stesso un motore elettrico. Complessivamente un sistema elettrico può rendere 0,95×0,95= 90%. Poi bisogna considerare le perdita delle linee ad alta e media tensione.
    Viceversa un motore endotermico per le leggi della termodinamica, non riesce ad avere più di un 35%. Lo stesso vale per le centrali elettriche a combustibili. PARTITA PERSA.
    Poi consideriamo che il sole, il vento e l’acqua sono materia prima rinnovabile, i combustibili fossili no. E costano. E poi riscaldano l’ambiente e lo inquinano.
    E’ duro da accettare e da capire, ma tutti i tentativi di ridurre le emissioni (scandalo Volkswagen a parte) non sono stati sufficienti e se non spingiamo l’acceleratore verso l’elettrico e il rinnovabile siamo destinati ad una brutta fine.
    Qualcuno comincia a capirlo.

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