• Articolo Oslo, 8 marzo 2016
  • Un piano di investimenti senza precedenti

    Autostrade ciclabili: la Norvegia ci investe 800 milioni

  • Intorno alle 9 città principali, il governo vuole 10 autostrade ciclabili per aiutare i pendolari ad abbandonare l’automobile

Autostrade ciclabili la Norvegia ci investe 800 milioni 2

 

(Rinnovabili.it) – Ricordate la mega pista ciclabile che dovrebbe solcare il bacino della Ruhr, in Germania, per ben 100 km? Quando la Norvegia avrà concluso la sua rete di 10 autostrade ciclabili, sarà come paragonare un torrentello di montagna al delta del Nilo.

Il Paese spenderà la “modica” cifra di 850 milioni di euro per creare un sistema viario ciclabile intorno alle 9 città principali (Oslo ne avrà due). Giusto per fare un parallelo, il governo italiano si è appena vantato di aver stanziato 35 milioni per la mobilità sostenibile con il Collegato ambientale.

Le autostrade ciclabili saranno piste a doppia corsia, che permetteranno ai ciclisti di accelerare in modo sicuro fino a 40 chilometri l’ora. Questo dovrebbe rendere più appetibili gli spostamenti sulle medie distanze. L’obiettivo è togliere automobili dalle strade, nella speranza che vengano quasi unicamente usate nel futuro per il trasporto pubblico. Se questa rete di vie per le due ruote avrà successo, inoltre, contribuirà a ridurre l’uso di combustibili fossili in tutto il Paese.

 

Autostrade ciclabili la Norvegia ci investe 800 milioniMa il Nord Europa si sa, è un altro mondo, anche se non va dimenticato che i norvegesi non hanno una particolare cultura della bicicletta. Gli ultimi dati mostrano un Paese in ritardo rispetto ai suoi vicini. In Danimarca, infatti, il 17% di tutti i viaggi a livello nazionale si è svolto in bicicletta, mentre in Svezia la quota è del 12%. In Norvegia siamo solo al 5%.

Dunque è solo questione di progettualità e lungimiranza: due qualità che il governo è intenzionato a dimostrare. L’esecutivo ha in mente di aumentare la quota di spostamenti in bici tra il 10 e il 20% entro il 2030. Servirà lavoro, certo, ma il piano è già stato redatto. Restano da convincere gli scettici, convinti che le autostrade ciclabili siano uno spreco di denaro.

In ogni caso, non dovrebbe trattarsi di cattedrali nel deserto. Niente piste interminabili che collegano città lontane centinaia di chilometri. Le nuove super ciclovie dovranno rispondere a esigenze reali, cioè fornire collegamenti utili ai pendolari in bicicletta, collegare centri e periferie, estendere la rete ciclabile protetta fuori dagli agglomerati urbani fino alla cintura e alle campagne, così da agevolare chi fino ad oggi è stato costretto a muoversi in auto. Inoltre, la previsione è che aumenteranno esponenzialmente le bici elettriche: per sfruttarle a dovere, ci voleva un piano come questo.

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