• Articolo Torino, 28 agosto 2015
  • L’invenzione di un giovane ingegnere pugliese

    Sarà il 2015 l’anno della bici pieghevole italiana senza raggi?

  • Si chiama Sada Bike, e si candida ad essere la prima bici pieghevole da città senza l’ingombro dei raggi. Entro quest’anno potrebbe andare in produzione

Sarà il 2015 l’anno della bici pieghevole italiana senza raggi 1

 

(Rinnovabili.it) – Era nata quasi per gioco, dalla mente di Gianluca Sada, un giovane ingegnere pugliese uscito dal Politecnico di Torino. Ma Sada Bike, la prima bici pieghevole senza raggi, potrebbe presto vedere la luce. Dagli schizzi della sua tesi di laurea è nato un prototipo, che secondo quanto si apprende potrebbe andare in produzione entro il 2015. I dettagli sono ancora riservati, ma nei prossimi mesi dovrebbero essere svelati.

 

Sarà il 2015 l’anno della bici pieghevole italiana senza raggi 2

 

La peculiarità del mezzo è che non sacrifica la grandezza delle ruote, come invece accade per tutte le altre concorrenti. La Sada Bike è una citybike pieghevole che permette comunque di montare cerchi da 26’’. Mancando i raggi, hanno dovuto subire un irrobustimento per reggere il peso del corpo senza deformarsi. Altro accorgimento, lo spostamento in periferia dell’attacco del telaio per l’assenza del mozzo. Le forcelle devono far leva sulla superficie dei cerchi stessi per trovare un punto d’appoggio. Il telaio poggia sui cerchi grazie a un sistema di sei rotelle in materiale plastico, tre per ciascuna ruota. Sono queste a rendere possibile il movimento della Sada Bike, girando in senso contrario al cerchione. La più importante è quella che trasmette il movimento dei pedali, situata nella parte bassa della ruota posteriore e collegata alla catena. Distribuire il peso su sei punti del mezzo sembrerebbe implicare una certa fatica nella pedalata, accentuata dal fatto che non dispone di un sistema a più corone. Ma l’inventore ha posto sulla pedivella – l’asta su cui è montato il pedale – un tasto raggiungibile comodamente con il tacco, che aziona un cambio epicicloidale. Premendolo, si moltiplica la pedalata di 3.5 volte, un fatto che permetterebbe all’utente di affrontare anche alcune salite. La frenata, infine, ha un sistema di contropedale.

 

 

La vera sorpresa, tuttavia, è la dimensione che la bici raggiunge una volta piegata. Con un movimento uniforme la bicicletta si chiude su se stessa. La ruota dietro si divincola da sola e la bici arriva ad occupare lo spazio di un ombrello. L’ingombro maggiore sono le ruote da 26’’. L’idea è infilarle in uno zaino monospalla da produrre su misura, capace di contenere anche il telaio. Secondo il progetto, dovrebbe trasformarsi in trolley per un trasporto più agevole, e ricavare uno spazio per contenere anche libri, documenti e laptop.

In produzione, Sada stima che la bicicletta peserà 9 kg nella sua versione in alluminio tubolare, il cui prezzo si aggirerà sui 1.500­1.700 euro. È prevista anche una versione in fibra di carbonio da 7 kg per (circa) 3.000 euro.

 

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