• Articolo Edimburgo, 11 giugno 2012
  • Critiche alla metodologia LCA

    Biocarburanti, non è tutto oro quello che luccica

  • I benefici ambientali dei biofuel? Sovrastimati. Dall’Università di Edimburgo uno studio che sconfessa i calcoli emissivi fino ad oggi associati alle bioenergie

(Rinnovabili.it) – “Biofabbricanti” attenzione, non tutti i prodotti delle agro-energie sono veramente ecologici così come stimato fino ad oggi. L’avvertimento arriva dalle pagine della rivista Bioenergy GCB, dove un duo di scienziati britannici ha pubblicato i propri risultati in tema di biocarburanti. Secondo i ricercatori Keith Smith e Timothy Searchinger dell’Università di Edimburgo i modelli attualmente utilizzati per la valutazione delle emissioni del settore sarebbero errati e incompleti, comportando come conseguenza una sovrastima degli effetti ambientali positivi di alcuni biofuel.

La critica entra nel merito della metodologia per l’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Analysis – LCA), tecnica impiegata per misurare tutti gli elementi relativi alla produzione, utilizzo e smaltimento del prodotto, in questo caso il biocombustibile. Secondo Smith e Searchinger, dai calcoli verrebbe normalmente omessa l’emissione di CO2 da parte di veicoli che utilizzano l’etanolo e il biodiesel; dati che, secondo alcuni, andrebbero ignorati dal momento che le piante da cui si ottengono i biofuel durante la coltivazione assorbono e quindi compensano la stessa quantità di carbonio che viene emessa dalla raffinazione e combustione del prodotto. Un aspetto fortemente criticato dalla nuova ricerca che sostiene che in questo modo sia conteggiato il doppio del carbonio assorbito dalle piante dal momento che terreni in questione verrebbero in ogni caso destinati a qualche coltivazione. Le agroenergie, scrivono i due autori, possono invece dare un contributo positivo alla riduzione dei gas serra (in termini di fissazione del carbonio) solo nel caso le colture risultino in sovra-crescita o nel caso vengano utilizzati anche gli scarti.