• Articolo Bruxelles, 20 settembre 2011
  • Una rete di eccellenze denominata Energetic Algae

    Biofuel dalle alghe, l’Europa fa sul serio

  • Lanciato un nuovo progetto di ricerca transnazionale sui biocombustibili di III generazione. Quattro anni e 14 milioni di euro per portare i carburanti algali sul mercato dell’Europa nord occidentale

(Rinnovabili.it) – Mentre i bio-carburanti di prima generazione sembrano non passarsela così bene sul fronte della valutazione dell’impatto ambientale, per quelli di terza generazione si spalancano le porte della ricerca. L’ultima iniziativa europea arriva da un consorzio di 19 partner provenienti da otto stati membri – Francia, Belgio, Regno Unito, Germania, Irlanda, Olanda, Svizzera e Lussemburgo – riunitisi nel progetto EnAlgae o Energetic Algae. La nuova iniziativa, del valore di 14 milioni di euro, porterà esperti ed istituti di ricerca nell’Europa nord-occidentale a collaborare per sviluppare il potenziale delle alghe come fonte di energia sostenibile. A capo del progetto, la britannica Swansea University che per i prossimi 4 anni, sarà regista di una vasta rete di ricerca. L’obiettivo di EnAlgae sarà, infatti, quello creare un solido network di centri specializzati che sostengano ed accelerino lo sviluppo di nuove tecnologie basate sulle alghe, dalla fase di start up fino alla commercializzazione.

Spiega Robin Shields, Direttore del Centro di Ricerca Acquatica Sostenibile presso la Swansea University “La bioenergia ottenibile dalle alghe è stata identificata come una priorità strategica dal Programma INTERREG IVB NWE. La partnership di EnAlgae è stata costituita per sviluppare e implementare tecnologie su misura, in grado di rispondere alle particolari condizioni socio-economiche ed ambientali dell’Europa nord-occidentale”. Grazie alla stretta cooperazione transnazionale, i partner e le parti interessate avranno accesso a quelle tecnologie sostenibili più adatte alle loro condizioni operative locali. “Diversificare il nostro settore delle bioenergie attraverso lo sviluppo di fonti di biomassa sostenibili – ha commentato il ministro delle finanze gallese, Jane Hutt in occasione del lancio del progetto – non solo aiuterà a raggiungere i nostri obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2, ma anche la nostra dipendenza dai combustibili fossili nella sfida dettata dal cambiamento climatico”.