• Articolo Oslo, 29 gennaio 2016
  • Biofuel per aerei, l’Oslo Airport è il primo a fornire il pieno

  • L’accordo tra società aeroportuale Avinor e Air BP prevede la consegna di 1,25 milioni di litri di biocarburante jet ottenuto dall’olio di camelina

Avinor-fly

 

(Rinnovabili.it) – Biocarburanti alla pompa per l’aeroporto di Oslo a partire da quest’anno. Lo scalo è divenuto il primo al mondo a fornire il rifornimento di biofuel per aerei. Il biocombustibile è distribuito da Air BP attraverso un sistema di rifornimento particolare, denominato Hydrant Refuelling System (HRS) che rende disponibile il carburante direttamente nelle piazzole di sosta degli aerei, attraverso una rete di tubazioni collegate al deposito aeroportuale. A produrlo invece, è la finlandese Neste nell’ambito del progetto dimostrativo ITAKA e i finanziamenti del Settimo Programma Quadro dell’Unione Europea: il biofuel è ottenuto dall’olio di camelina, una pianta annuale a germinazione spontanea, ed è stato certificato dal sistema RSB EU RED (tavola rotonda su tutti i tipi di biocarburante).

 

L’accordo tra società aeroportuale Avinor e Air BP prevede la consegna di soli 1,25 milioni di litri, ma l’intenzione di entrambi è quella di aumentare nel prossimo futuro il volume della fornitura fino a rendere le operazioni di approvvigionamento regolari.

A chi andrà il biocombustibile? A tutte le compagnie che, previo accordo, ne faranno richiesta: Gruppo Lufthansa, SAS e KLM sono i tre apripista ma il merito va anche alla decisione di Avinor di concedere degli incentivi a tutti i voli in partenza dall’Aeroporto di Oslo che utilizzino carburante sostenibile.

 

“Si tratta – spiega David Gilmour CEO Air BP – della prima rifornitura di biofuel per aerei che viene erogata attraverso il normale meccanismo di alimentazione, riducendo significativamente i costi della logistica”. L’intenzione della società è quella di dimostrare come gli aeroporti possano accedere al biocarburante con relativa facilità, utilizzando l’infrastruttura fisica esistente. “Ci aspettiamo – ha concluso Gilmour – che questo aumenterà l’interesse e la domanda, oltre a contribuire ad un futuro sostenibile per il settore del trasporto aereo”. L’iniziativa è in linea con gli obiettivi ambientali dell’Unione europea: far sì che il 3,5% di tutto il carburante per aerei sia “bio” entro il 2020.

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