• Articolo Faenza, 7 giugno 2019
  • Primo biometano agricolo in rete: l’impianto di Caviro

  • Immesso in rete il primo m3 di biocarburante avanzato di origine agro-industriale. Gattoni (Presidente CIB): “Dall’agricoltura un contributo irrinunciabile per la sostenibilità del sistema energetico italiano”

biometano agricolo

Credit: Caviro

 

L’impianto produce biometano utilizzando matrici del settore agroindustriale

(Rinnovabili.it) – È stato inaugurato ieri a Faenza il primo impianto di produzione di biometano agricolo in Italia. A tagliare il nastro è la cooperativa vitivinicola Caviro, socia di CIB – Consorzio Italiano Biogas, che domani aprirà le porte della nuova struttura per alcune viste guidate. “Si tratta di un nuovo importante passo che il Gruppo Caviro compie verso l’economia circolare – spiega la stessa azienda in comunicato stampa –  poiché il biometano prodotto dal digestore è totalmente rinnovabile ed essendo generato da scarti e sottoprodotti, è classificato come biocarburante avanzato, ovvero che non sottrae superficie coltivabile alle produzioni alimentari”.

 

La materia “prima” per il carburante sono infatti i sotto-prodotti del ciclo produttivo e da reflui di allevamenti della zona:  la centrale li trasformerà in biogas che verrà successivamente ripulito (upgrading) per ottenere biometano. Il combustibile sarà immesso nella rete nazionale Snam e andrà ad alimentare i distributori dedicati al rifornimento dei veicoli stradali a metano. Primo nel suo genere in Italia, l’impianto avrà la possibilità, una volta a regime, di alimentare circa 18.000 auto.

 

>>Leggi anche Biometano avanzato, dalle stalle alle stazioni di rifornimento<<

 

Spiega Piero Gattoni, presidente CIB – Consorzio Italiano Biogas “L’immissione in rete del primo metro cubo di gas rinnovabile di origine agro-industriale è un momento storico per tutta l’agricoltura italiana. Caviro è un esempio virtuoso di coesistenza tra agricoltura e produzione di gas rinnovabile che mi auguro potrà essere presto seguito da altri. Gli investimenti delle aziende italiane del settore in attività di ricerca e sviluppo e il supporto attivo del CIB, che da sempre favorisce le sinergie e il trasferimento tecnologico tra il mondo dell’industria e quello dell’agricoltura, sta dando i risultati auspicati”.

Il biometano  – continua il presidente del consorzio – è un biocarburante avanzato che può giocare un ruolo primario nella transizione energetica e non solo. L’esempio di Caviro dimostra come la cooperazione e il modello di azienda circolare possano essere un prototipo vincente per rafforzare la competitività del settore agroindustriale e per contribuire alla decarbonizzazione del settore energetico favorendo, al contempo, la tutela ambientale”.

 

>>Leggi anche Impianti di biometano in Italia: 8 centrali alimentate a rifiuti<<

Un Commento

  1. stefano frigerio
    Posted giugno 9, 2019 at 7:50 pm

    Ottima idea il biogas si puo’ produrre anche dai fanghi di risulta dei depuratori delle acque fognarie, anche dal trattamento degli escrementi dei bovini.
    Le fonti di energia rinnovabili ci sono manca solo la volontà dei politici per attuarla, ma finchè saranno a libro paga delle multinazionali del petrolio……..

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