• Articolo Parigi, 21 maggio 2018
  • Biofuel da olio di palma: La Francia dice sì alla bioraffineria Total

  • Il governo francese ha concesso l’autorizzazione alla produzione di biodisel da olio di palma dopo una trattativa con l’azienda su alcuni punti chiave

bioraffineria Total

(Photo by ANNE-CHRISTINE POUJOULAT/AFP/Getty Images)

 

Via libera alle prime importazioni di olio di palma per la bioraffineria Total di La Mede

 

(Rinnovabili.it) – Per salvare la vecchia raffineria petrolifera di La Mède, in Provenza, Total ha deciso di passare ai biocarburanti. L’impianto, chiuso nel 2015, è stato completamente riconvertito sotto il profilo: oggi ospita una centrale solare da 8 MW, un’unità di rigenerazione dei residui dei combustibili marittimi e, a partire da questa estate, inizierà la produzione di biodiesel. Ma la svolta non è così “verde” come poteva sembrare in un primo momento, avvertono gli ambientalisti: la materia prima della nuova bioraffineria sarà principalmente olio di palma proveniente da Sud America e sud-est asiatico, in barba alle lunghe discussioni europee sulla sostenibilità di questa fonte.

L’Europarlamento, infatti, sta portando avanti una seria battaglia per mettere al bando quest’olio dall’industria dei biofuel nella nuova direttiva sulle rinnovabili. I legislatori chiedono che venga vietato dal 2021 e motivano questa opposizione sia per i forti legami che i produttori di olio di palma hanno con deforestazione e violazioni dei diritti umani, sia per questioni prettamente ecologiche. Diversi studi, infatti, hanno mostrato che il biodiesel così ottenuto è tre volte più inquinante del gasolio tradizionale.

 

>>Leggi anche Basta olio di palma nei carburanti europei dal 2021<<

 

Malgrado le critiche che vertono sul settore, il governo francese ha deciso in questi giorni di concedere l’autorizzazione alla bioraffineria Total dopo una trattativa su alcuni punti chiave. Secondo il sito Marsactu, che ha potuto consultare in anteprima il documento della Direzione regionale per l’Ambiente, la compagnia importerà circa 450mila tonnellate di olio di palma grezzo all’anno, principalmente dalla Malesia e dall’Indonesia (Total ha successivamente corretto l’informazione spiegando che saranno solo 300mila le tonnellate).

Il produttore utilizzerà anche 100.000 tonnellate di distillato di olio di palma, un residuo di produzione proveniente dagli stessi paesi. Una parte degli approvvigionamenti (circa il 30% sul totale) arriverà invece  da oli da cucina o grassi animali esausti raccolti a livello nazionale.

 

Il ministro francese per la transizione ecologica, Nicolas Hulot, ha rilasciato una lunga dichiarazione per spiegare i motivi del via libera, in cui chiarisce che l’azienda “ha accettato di ridurre in modo significativo la quantità di olio di palma utilizzato, e adotterà specifici impegni sulla certificazione della sua origine e il modo di produzione […] Lo stato ha chiesto a Total di utilizzare almeno il 25% delle materie prime provenienti da olio riciclato”, ha aggiunto Hulot senza, tuttavia, specificare una scadenza per l’obiettivo prefissato. I vincoli però rassicurano poco, soprattutto se si considera che la nuova bioraffineria Total possiede una tecnologia, l’Hydrotreated Vegetable Oil (HVO), in grado di produrre biodiesel a partire da qualsiasi tipo di grasso. nello specifico, con l’HVO l’idrogeno viene usato come catalizzatore nel processo di sintesi al posto del metanolo. Il risultato è un biodesel più ecologico e duraturo. Perché allora non focalizzarsi solo sugli oli usati? Semplice, perchè il processo di raccolta e riciclo di quest’ultimo costa troppo rispetto all’utilizzo diretto dell’olio di palma.

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