• Articolo Bruxelles, 29 novembre 2011
  • Accolte le richieste dell’European Renewable Ethanol Association

    Bruxelles indaga sulle esportazioni USA di biotanolo

  • L’Unione ha avviato due inchieste antisovvenzioni e antidumping sui biofuel ‘made in Usa’ per stabilire se le importazioni Usa abbiano un effetto negativo sull’industria Ue

(Rinnovabili.it) – Le esportazioni di bioetanolo statunitense finiscono sotto l’occhio indagatore dell’Unione Europea. La richiesta di un’indagine antidumping presentata a Bruxelles nel mese di ottobre dall’associazione European Renewable Ethanol Association (ePure) ha trovato accoglimento.

“Il governo degli Stati Uniti – spiega ePure – ha favorito la produzione e l’uso di etanolo come combustibile senza interruzioni per gli ultimi venti anni, in particolare attraverso la fornitura di generosi sussidi a beneficio della filiera nazionale direttamente o indirettamente, attraverso l’obbligo di miscelare il biocarburante con la benzina. Il credito d’imposta federale relativo alla riduzione dell’accisa e il credito d’imposta sul reddito rappresentano solo la parte più visibile di una politica di sovvenzioni globale che arriva ad ogni livello”. Come risultato, gli Usa rappresentano oggi il maggior produttore di etanolo al mondo. “Questa politica è legittima purché non pregiudichi lo sviluppo dell’etanolo negli altri paesi”.

Accogliendo le preoccupazioni dell’Associazione, la Commissione europea ha annunciato che avvierà a breve due distinte indagini antidumping per capire se vi sono prove sufficienti per aprire un’inchiesta formale sulla questione. Dejavù di quanto già accaduto qualche anno fa con l’industria del biodiesel (l’UE ha imposto nel 2008 tariffe fino a 400 euro per tonnellata di biodiesel statunitense), il problema si ripresenta oggi con contorni più preoccupanti, dato lo sfavorevole momento economico. Dal 2008 al 2010, le importazioni USA di etanolo in Europa hanno registrato un’impennata di oltre il 500%, pronte addirittura a duplicare a fine 2011. Se le autorità europee dovessero trovare le prove di pratiche commerciali sleali – i risultati provvisori dell’indagine saranno presentati entro 24 agosto 2012 – la faccenda potrebbe risolversi con l’imposizione di severi dazi già a partire da questa estate sull’export americano.