• Articolo Venezia, 16 gennaio 2015
  • Una ricerca condotta dall'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima del Cnr di Lecce

    Il carburante green riduce l’inquinamento navale a Venezia

  • L’impatto del traffico passeggeri sulle concentrazioni di particolato atmosferico nell’area veneziana è in diminuzione grazie all’impiego di combustibile a basso tenore di zolfo

Il carburante green riduce l’inquinamento navale a Venezia

 

(Rinnovabili.it) – Traffico e grandi navi non danno tregua alla laguna di Venezia eppure i dati sul particolato atmosferico sono in calo. Il merito? Di Venice Blue Flag, l’intesa volontaria stretta dalle compagnie di navigazione con Comune e autorità portuali per impiegare carburante green. L’iniziativa prevedeva l’impegno a far funzionare i motori principali e ausiliari delle navi con combustibile a ridotto tenore di zolfo (non superiore allo 0,1%) fin dall’ingresso dalla Bocca di porto di Lido. A riportare gli ottimi risultati del progetto, uno studio dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr) di Lecce, svolto in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia, e pubblicato sulla rivista Atmospheric Environment. Il lavoro svolto, spiega in una nota stampa Daniele Contini, ricercatore Isac-Cnr, “ha analizzato i dati ottenuti nel periodo estivo del 2007, del 2009 e del 2012 nell’area urbana ed è risultato che l’impatto del traffico navale sulle concentrazioni di particolato atmosferico fine (Pm2.5) dovuto alle emissioni primarie, ossia emesso come tale dai camini delle navi, è diminuito dal 7% del 2007 al 3.5% del 2012. Nello stesso periodo, il tonnellaggio associato al traffico navale passeggeri è invece incrementato del 47%”.

 

Lo studio – svolto nell’ambito del progetto Poseidon – attribuisce questa svolta positiva nei dati sugli inquinanti nell’impiego del carburante a basso contenuto di zolfo, il cui limite dello 0,1% risulta addirittura inferiore alle indicazioni dell’Unione Europea che hanno fissato al 3,5 la percentuale di zolfo accettata nei porti. “Per la prima volta – precisa Contini -i risultati mostrano che le strategie di mitigazione a livello internazionale e locale, basate sulla riduzione del contenuto di zolfo nei carburanti ad uso navale, sono efficaci nel ridurre l’impatto primario del particolato e non solo nell’abbattere l’impatto secondario delle concentrazioni di ossidi di zolfo e di solfato”. La ricerca del CNR sarà estesa, nel corso del progetto, anche alle città portuali di Patrasso, Rijeka e Brindisi.

Un Commento

  1. Stefi
    Posted aprile 5, 2015 at 12:40 pm

    Carburante green” è per me una parola fuorviante: stiamo parlando di derivati del petrolio, di benzene, di sottrazione di ossigeno dall’aria e, giova ricordarlo, dell’incredibile inefficienza (15 o max 30 percento) intrinseca dei motori endotermici con il conseguente faraonico spreco di combustibile (e di soldi) per… riscaldare l’acqua del radiatore.
    Per ogni euro di carburante, da 70 (caso rarissimo) a 85 centesimi (caso comune) se ne vanno in calore!!
    Carburante green può essere l’idrogeno ottenuto con energie green, per le celle a combustibile che alimentano motori elettrici con un’efficienza almeno del 90 percento.
    Tutto il resto è, letteralmente, fumo negli occhi.

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