• Articolo Roma, 21 giugno 2013
  • Il disegno di Legge è stato presentato ieri alla Camera da parlamentari e associazioni

    Ddl Mobilità Nuova, punto di partenza per un futuro più vivibile

  • Tra i punti clou della proposta normativa, l’introduzione del limite dei 30 km orari nei centri urbani e l’istituzione di un fondo pubblico che sostenga il trasporto non motorizzato

mobilità nuovaUna mobilità sostenibile e più efficiente e che incentivi il trasporto non motorizzato: questo il nuovo disegno di legge presentato dalla Rete Mobilità Nuova ieri in una conferenza stampa alla Camera, alla presenza di deputati e senatori del Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà e Movimento Cinque Stelle, che si sono impegnati a sostenerlo- Maria Stella Bianchi (PD), Marco Di Maio (PD), Serena Pellegrino (SEL), Giovanna Sanna (PD), Umberto Marroni (PD), Miriam Cominelli (PD), Giuseppe Civati (PD),  Ermete Realacci, (PD, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera), Antonio Decaro (PD).

 

Tra gli obiettivi principali del ddl, l’introduzione del limite dei 30 km orari nei centri urbani (dagli attuali 50 km orari). Un intervento che non è impossibile, e che «ovunque sia stato approvato ha portato effetti positivi come la riduzione di mortalità e una maggiore sicurezza per la gente che si sposta», ha sottolineato Alberto Fiorillo, responsabile Aree urbane di Legambiente e tra i portavoce della Rete. Un intervento che non ha controindicazioni perché i tempi di percorrenza urbana sarebbero analoghi, con un miglioramento in termini di congestione di traffico e di smog. Parigi è un esempio virtuoso: dal primo settembre, infatti, sarà introdotto il limite dei 20 km orari nelle strade con un elevato numero di pedoni; il Sindaco ha addirittura richiesto delle modifiche per la Périphérique, portando il limite ai 70 km, ha spiegato Fiorillo. Attraverso questa legge si dovranno inoltre fissare, come si è fatto per la raccolta differenziata ad esempio, delle strategie per far sì che in due anni gli spostamenti motorizzati individuali e con mezzi propri siano ridotti al 50%. Altro obiettivo, quello di destinare i tre quarti delle risorse pubbliche disponibili per il settore dei trasporti e delle infrastrutture alla mobilità collettiva, pendolare e non motorizzata.

Locandina della manifestazione del 4 maggio.

Locandina della manifestazione del 4 maggio.

 

Paolo Gandolfi (PD), – che prima della conferenza stampa ha pedalato assieme a numerosi ciclisti urbani per una ciclointervista nel Centro di Roma -, ha ricordato che a Montecitorio è da poco nato l’intergruppo per la Mobilità Nuova, composto da 60 deputati di Camera e Senato per promuovere la mobilità urbana. Secondo Gandolfi ridefinire le strategie dei nostri trasporti è un’esigenza, «perché la mobilità urbana funziona male e penalizza il nostro Paese». E’ un dato di fatto: «i Paesi che hanno affrontato prima questo problema funzionano meglio», ha detto Gandolfi. Per Vittorio Cogliati Dezza, Presidente di Legambiente quella di muoversi liberamente deve essere una possibilità garantita a tutti, perché oggi l’uso dell’automobile annulla totalmente lo scopo per cui era nata, e cioè la libertà di movimento. E’ necessario restituire ai cittadini questo spazio di libertà, individuando dei meccanismi e delle pratiche che obblighino le amministrazioni a farle rispettare, e che stimolino i cittadini ad adottare stili di vita nuovi.

 

Quella dell’uso degli spazi pubblici e dei beni comuni deve essere la via da intraprendere: «per cominciare a far marciare un’idea nuova di città, che si può fare soltanto stando a contatto e dialogando con la gente», ha spiegato Cogliati Dezza. Tante le realtà che sono intervenute in conferenza stampa: EuroMobility, Touring Club, UN.I.C.A. Taxi C.G.I.L.. Paolo Bellino, detto Rotafixa, del movimento Salvaiciclisti, ha ricordato come si sia creata una strana coalizione su queste tematiche, nata dalla base e che ha raggiunto il vertice, passando anche attraverso realtà intermedie come le associazioni, Legambiente ad esempio. Ora bisogna continuare ad impegnarsi per far sì che la “rimozione collettiva” sugli effetti negativi della motorizzazione, applicata dal momento esatto in cui essa si è diffusa e si è ben radicata, venga abolita. Punto di arrivo: una mobilità nuova.

Quella di ieri è stata una giornata importante per cambiare una situazione non più tollerabile: l’Italia è il Paese d’Europa con la più alta densità di automobili, (36 milioni); nei nostri confini si trovano oltre il 50% delle città europee più inquinate (Rapporto OECD marzo 2013); 40.000 sono stati i morti nell’ultimo decennio causati da incidenti stradali.