• Articolo Bruxelles, 18 settembre 2018
  • Nuovo scandalo emissioni? L’antitrust europeo indaga

  • Noti come la “cerchia dei 5”, BMW, Daimler, Volkswagen, Audi e Porsche sono sospettati di aver limitato lo sviluppo di tecnologie che avrebbero abbattuto le emissioni di auto a benzina e a diesel

emissioni

(Foto di Patrick T. Fallon/Bloomberg)

 

 

I big dell’automotive tedesca accusati di aver bloccato le auto a basse emissioni

(Rinnovabili.it) – Avrebbero colluso tra loro limitando lo sviluppo di tecnologie pulite in grado di abbattere le emissioni di automobili a benzina e diesel. Questa l’accusa che ha fatto scattare l’indagine formale della Commissione Europea nei confronti di BMW, Daimler, Volkswagen, Audi e Porsche, le case automobilistiche tedesche, conosciute come “la cerchia dei 5”, accusate appunto di aver acconsentito a non competere l’una con l’altra nell’introduzione di sistemi anti-inquinamento nel loro parco auto. Le ispezioni della Commissione sono iniziate già nell’ottobre 2017 e si sono trasformate oggi in un’indagine approfondita volta a dimostrare l’effettiva buona fede dei chiamati in causa.

 

La Commissione sta valutando se le società si siano impegnate a limitare lo sviluppo e l’introduzione di determinati sistemi di controllo delle emissioni per le autovetture vendute nello Spazio economico europeo. In particolare, sistemi di riduzione catalitica selettiva (SCR), per ridurre le emissioni nocive di ossidi di azoto delle autovetture con motori diesel, e filtri antiparticolato “Otto” (OPF), per ridurre le emissioni nocive di particolato delle autovetture con motori a benzina. L’indagine stabilirà se la condotta dei 5 possa aver violato le norme antitrust dell’UE che vietano i cartelli e le pratiche commerciali restrittive, compresi gli accordi per limitare o controllare lo sviluppo tecnico.

 

>>Leggi anche Emissioni auto: nuove regole ma i produttori stanno già imbrogliando<<

 

Per la commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager che sta seguendo il caso, dato che si tratta di tecnologie che mirano a rendere le autovetture meno dannose per l’ambiente, se questa collusione venisse dimostrata, avrebbe negato ai consumatori la possibilità di acquistare auto meno inquinanti. Beffardo il fatto che la notizia di questa indagine antitrust avviata dalla Commissione Europea arrivi a tre anni dal Dieselgate, un anniversario che ricorre proprio oggi.

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