• Articolo Ginevra, 4 aprile 2013
  • Istallato a bordo l’analizzatore di aerosol Biobox dell'Università di Ginevra

    Il catamarano solare studia il cambiamento climatico

  • Dopo il giro del mondo la barca fotovoltaica di Planetsolar è pronta a tornare in mare per misurare e determinare l’impatto dell’areosol sulla qualità dell’aria

Fotovoltaico, la barca solare Turanor studia il cambiamento climatico (foto diplanetsolar.org)

 

(Rinnovabili.it) – Solo poco tempo fa ha completato la sua prima circumnavigazione dimostrando che neppure l’oceano può fermare le potenzialità dell’energia solare. Ora Turanor, il catamarano fotovoltaico di PlanetSoalr, è pronto a ritornare in acqua, ma stavolta con obiettivo ben differente: dare una mano alla lotta contro i cambiamenti climatici. Dopo una breve fase di manutenzione e ottimizzazione dell’imbarcazione, a maggio Turanor salperà alla volta del Marocco guidata da un nuovo capitano, Gerard d’Aboville. Da lì attraverserà l’Atlantico e iniziare un’altra traversata oceanica da Miami a Bergen, in Norvegia, con tappe a New York, Boston e Reykjavik. A bordo sarà istallato il Biobox, un analizzatore di aerosol sviluppato dai ricercatori dell’Università di Ginevra, che verrà impiegato  dal climatologo Martin Beniston per determinare l’impatto delle emissioni sul cambiamento climatico e qualità dell’aria.

 

Il catamarano fotovoltaico studierà la Corrente del Golfo

Durante lo speciale viaggio, che dovrebbe concludersi ad agosto, gli scienziati esamineranno inoltre la relazione che lega il fitoplancton al clima e il funzionamento della circolazione termoalina – la circolazione globale oceanica causata dalla variazione di densità e temperatura delle masse d’acqua. “Il tour mondiale appena concluso è stato la dimostrazione del potenziale dell’energia solare”, ha spiegato Rachel Bros de Puechredon, direttore marketing e comunicazione per PlanetSolar. “Il secondo viaggio mostrerà invece il possibile utilizzo di tale nave  possa costituire un impulso per le industrie di navigazione solare. Ci spingeremo oltre il limite tecnologico”.