• Articolo Lincoln, 24 febbraio 2012
  • L’aviazione studia il freno rigenerativo

    L’aereo del futuro “ruba” energia dall’atterraggio

  • Un team di ingegneri ha valutato la fattibilità di una serie di idee per il recupero energetico nei velivoli commerciali. Risultato? Dalle ruote del loro carrello si può ottenere l’energia per il rullaggio

(Rinnovabili.it) – Nel futuro prossimo gli aerei potrebbero provvedere in maniera autonoma alle proprie esigenze energetiche. O meglio, imitando quanto già avviene nelle auto elettriche che recuperano l’energia della frenata, gli aeroplani potrebbero sfruttare l’energia cinetica delle ruote del loro carrello durante l’atterraggio per generare elettricità. Quest’ultima potrebbe poi essere destinata alle operazioni di rullaggio, riducendo la richiesta energetica dei motori a reazione e dunque risparmiando carburante, emissioni ed inquinamento acustico.

La fattibilità di questa soluzione è stata studiata da un team di ingegneri dell’Università di Lincoln. Grazie ai finanziamenti ricevuti dall’Engineering and Physical Sciences Research Council (EPSRC) gli scienziati hanno valutato praticità, economicità e attuabilità di una serie di idee per il recupero energetico, convalidando come più realistica quella di cattura dell’energia  liberata dal sistema di frenata durante l’atterraggio ed attualmente sprecata come calore. In linea del tutto teorica gli ingeneri hanno calcolato che la combinazione di peso e velocità di un Airbus 320 durante la fase d’atterraggio, per esempio, è in grado di sviluppare tre megawatt di potenza di picco.

“Se la generazione di aeromobili che verrà fuori dai prossimi 15 o 20 anni si troverà in grado di sfruttare questo tipo tecnologia, potrà ottenere enormi benefici, soprattutto per le persone che vivono vicino agli aeroporti”, spiega il professor Paul Stewart, che ha guidato la ricerca. “Attualmente, gli aerei commerciali impiegano moltissimo tempo a terra con i loro rumorosi motori a reazione in funzione e in futuro questa soluzione potrebbe ridurre significativamente la necessità”.