• Articolo Bruxelles, 13 dicembre 2011
  • Un'indagine della Federazione europea dei ciclisti

    La dieta taglia emissioni? 5 km in bici al giorno

  • Secondo uno studio dell’ECF, un impiego maggiore delle due ruote aiuterebbe a raggiungere gli obiettivi UE relativi alla riduzione delle emissioni dei trasporti

(Rinnovabili.it) – La Federazione europea dei ciclisti (ECF) ha recentemente rivelato un interessante studio sulla riduzione delle emissioni dei trasporti. L’indagine è stato condotta in seguito alle molte ricerche hanno evidenziato la difficoltà per l’UE di raggiungere i propri obiettivi climatici  – meno 60% delle emissioni al 2050 – con la sola tecnologia. L’ECF ha quindi quantificato il risparmio ottenibile in termini di CO2 dovuti all’impiego della mobilità dolce  rispetto ad altri metodi di trasporto. Mettendo a confronto automobili, autobus, biciclette elettriche e bici tradizionali,  lo studio ha valutato l’intero ciclo di vita dalla produzione, alla manutenzione fino all’alimentazione , scoprendo che per i due pedali i valori sono circa 10 volte inferiori a quelle derivanti dalle autovetture. In altre parole, se i cittadini europei utilizzassero le biciclette quanto i danesi hanno fatto nel solo anno 2000 (con una media di 2,6 km al giorno), l’UE raggiungerebbe più di un quarto delle riduzioni delle emissioni nel settore trasporti, tagliando di buon 10% le importazioni di petrolio. “Basterebbero 5 km al giorno in bici per raggiungere il 50% del target”, osserva l’Autore dello studio Benoit Blondel di ECF. “Il potenziale per le biciclette di raggiungere questi obiettivi è enorme. Il loro impiego è molto più facile ed economico della speranze di vedere sempre più auto elettriche sulle nostre strade”. Il documento ha inoltre rafforzato le recenti valutazioni dell’Agenzia europea per l’Ambiente, secondo cui i miglioramenti tecnologici e i carburanti più efficienti non basteranno per consentire all’UE la riduzione del 60%. “Se vogliamo seriamente raggiungere tali obiettivi dobbiamo seriamente cambiare il nostro comportamento. Non si tratta di muoversi di meno. E’ il modo in cui ci muoviamo, e le scelte di trasporto che i governi mettono a disposizione a dover cambiare” ha concluso Blondel.