• Articolo Milano, 23 luglio 2012
  • La Lombardia punta al 10% di cittadini ciclisti

  • Questo l’obiettivo del Piano regionale della mobilità ciclistica, la cui bozza è stata presentata dall’assessore alle Infrastrutture Cattaneo

Portare il 10 per cento della popolazione lombarda nel giro di 3-5 anni a usare la bicicletta come principale mezzo di trasporto, a fronte della percentuale odierna, pari al 3,5 per cento. E’ questo l’obiettivo del Piano regionale della mobilità ciclistica, la cui bozza è stata presentata in piazza Lombardia dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Raffaele Cattaneo. Al suo fianco la responsabile della Federazione italiana amici della bici (Fiab) Lombardia, Giulietta Pagliaccio, l’assessore regionale allo Sport e Giovani Luciana Ruffinelli e diversi consiglieri regionali e assessori provinciali.

INVERTIRE UN TREND – “Le persone che usano la bicicletta – ha detto Cattaneo – sono soltanto il 3,5 per cento della popolazione, le stesse che erano dieci anni fa, mentre nei Paesi d’Europa siamo quasi sempre in numeri a doppia cifra. Occorre anche la diffusione della consapevolezza che la bicicletta è un mezzo di spostamento efficace soprattutto in giornate come quella di oggi, con lo sciopero e le difficoltà del traffico, la bicicletta è più veloce, più efficiente e fa anche bene alla salute”. Ed è proprio con questo obiettivo che la Regione sta mettendo a punto le nuove linee guida della mobilità dolce.

PIANO REGOLATORE DELLA CICLABILITÀ – “Il Testo su cui stiamo lavorando – ha spiegato Cattaneo -, grazie anche al contributo della Fiab e degli Enti locali, rappresenta il Piano regolatore della ciclabilità in Lombardia. Puntiamo a raccordare le azioni che consentiranno di avere non tanti pezzi frammentati che non dialogano fra di loro, ma una rete con 17 percorsi fondamentali che formano la spina dorsale di questo sistema in cui si interconnettono tutti quelli locali”. La rete si compone di 3 percorsi europei (Ciclovia dei Pellegrini – Ciclopista del Sole – Ciclovia del Po e delle Lagune), 3 nazionali (Pedemontana alpina, Adda, Tirrenica) e i restanti 11 regionali. Dopo la sua approvazione, prevista per il primo quadrimestre del prossimo anno, la verifica sarà triennale.

LA NORMATIVA – “La Regione – ha continuato Cattaneo – ha una norma (la 7 del 2009 per la promozione della ciclabilità), che ha portato, grazie ad un contributo di 11,3 milioni di euro, alla realizzazione di quasi 150 km di nuove piste ciclabili, finanziando 45 progetti, e ha consentito di realizzare 13 postazioni di bike sharing. L’impegno è di non fermarsi, ma di proseguire reperendo altre risorse, magari anche in ambito europeo”.

REGIONE CHE GUARDA ALL’EUROPA – I ‘lavori’ di realizzazione della rete di mobilità dolce cercano anche di collegare le piste ciclabili tra loro e creare l’intermodalità con treni e navigazione lacustre. “La Lombardia – ha rivendicato Cattaneo – è oggi più avanti rispetto alle altre Regioni italiane, sia in termini di impegno attuale, sia di risorse già investite, tanto che anche altre Regioni hanno mandato loro rappresentati a seguire il nostro workshop per vedere l’esperienza lombarda”.

VERSO LA RETE REGIONALE – La Lombardia rinnoverà, dal 16 al 22 settembre, durante la Settimana europea della mobilità sostenibile, insieme alla Fiab, l’appuntamento con l’iniziativa Treno+bici e illustrerà anche le attività svolte insieme da Regione e Federazione italiana amici della bicicletta, presentando il primo rapporto annuale sulle infrastrutture e i servizi realizzati per la mobilità dolce, oltre ad effettuare l’attività di rilevazione dei ciclisti. “Definire una rete regionale di mobilità ciclistica – ha concluso Cattaneo – è di grande utilità anche in chiave Expo, quando diversi turisti verranno da noi provenendo da Paesi ad alto tasso di circolazione ciclistica e la Lombardia dovrà essere pronta a dare loro quanto quotidianamente trovano a casa”.