• Articolo Roma, 22 febbraio 2013
  • Una delle azioni prioritarie previste dal Piano Nazionale

    La mobilità sostenibile unisce Minambiente e Trenitalia

  • Obiettivo dell’iniziativa il parziale trasferimento del trasporto dalla gomma alla rotaia attraverso la combinazione modale dei vettori

(Rinnovabili.it) – Il Ministero dell’Ambiente si impegna a sostenere la crescita del trasporto merci su rotaia. Con l’obiettivo di aumentare  l’incidenza del settore dall’attuale 6% a un più ambientalmente accettabile 24%, il dicastero ha oggi firmato un protocollo d’Intesa con due delle maggiori imprese di trasporto che operano sul mercato nazionale, Trenitalia S.p.A. e la società di trasporti Auta Marocchi. L’accordo punta a realizzare una serie di obiettivi strategici con i quali ridurre l’impatto ambientale provocato dal traffico dei mezzi pesanti sul territorio e abbattere gradualmente i costi esterni che gravano sull’ambiente, fino ad un 57% dell’attuale valore (un risparmio attorno ai 3 miliardi di euro l’anno).

 

Le due società firmatarie si impegnano a concordare e sviluppare – ognuna per il proprio diretto ambito di competenza – una verifica dei parametri economici e di costo del trasporto stradale e ferroviario delle merci sul territorio nazionale, con particolare riferimento alla promozione di servizi “combinati”, per poi presentare al Governo un quadro di proposte finalizzate ad una rimodulazione delle forme di sostegno del comparto.

 

“Relativamente alla modalità ferroviaria sulle percorrenze a medio-lungo raggio, – si legge nella nota stampa del Minambiente – i provvedimenti da studiare saranno quelli utili a favorire l’integrazione operativa tra le due modalità, ottenibile attraverso  prodotti combinati per il trasporto delle unità intermodali di carico, e ponendo a segmento comune i grandi flussi del trasferimento delle merci tra le aree di origine/destinazione, anche tramite un più intenso utilizzo del patrimonio esistente dei terminal intermodali quali nodi logistici di interscambio fra strada e ferrovia”.