• Articolo Moffett Field, 17 aprile 2012
  • Per la prima volta il progetto OMEGA svela i suoi segreti

    La Nasa “apre le porte” dei bioreattori galleggianti

  • Si chiama Offshore Membrane Enclosures for Growing Algae ed è il progetto dell’agenzia spaziale Americana per la coltivazione economica e sostenibile dei biofuel algali

(Rinnovabili.it) – Dal 2009 gli scienziati della Nasa lavorano attivamente ad OMEGA, progetto per la realizzazione di membrane off-shore per la coltivazione dei biofuel algali. Ora, finalmente, il centro spaziale è pronto a dare una dimostrazione in situ del funzionamento di OMEGA aprendo le porte alla stampa. Offshore Membrane Enclosures for Growing Algae, questo il nome per esteso del progetto, è un metodo innovativo per sfruttare acque reflue o marine per coltivare alghe, ottenere una risorsa idrica potabile, catturare l’anidride carbonica e produrre, in ultima analisi, biocarburanti senza competere con l’agricoltura.

Il sistema sviluppato dalla NASA consiste semplicemente in grandi tubi di plastica flessibile, chiamati fotobioreattori, all’interno dei quali sono state inserite delle membrane osmotiche. Sfruttando l’energia dal sole, le alghe assorbono l’anidride carbonica dall’atmosfera e nutrienti dalle acque reflue su cui le borse in plastica si trovano a galleggiare, producendo in cambio biomassa e ossigeno. Gli obiettivi del progetto sono quelli di studiare la fattibilità tecnica di un tale sistema di coltivazione galleggiante e preparare la strada alle applicazioni commerciali. La San Francisco Public Utilities Commission gestisce più di 1.000 chilometri di condotte fognarie e tre impianti di depurazione che servono circa 1 milione di residenti e imprese e come parte del suo prossimo Programma di miglioramento del sistema fognario, sta ora valutando le varie tecnologie per la gestione delle acque piovane e delle acque reflue e sta attualmente collaborando con la NSA per sperimentare OMEGA.